Oltre Copenhagen

E' passato quasi un mese dalla chiusura dei lavori della COP 15 di Copenhagen. Il vertice si è concluso con un accordo indubbiamente inferiore alle aspettative, ma a ben guardarci la conferenza di Copenhagen ha mostrato tanti volti e anche sengi di speranza. tutti o quasi, almeno in Italia, danno la "colpa" del mancato accordo alla Cina. In realtà non è così, o non è solo così, i fatti sono assai più complessi delle notizie e, per quanto mi riguarda, del punto di vista. Sto lentamente riordinando le idee e il tanto materiale.
Nel breve video che trovate in questa pagina ci sono alcune immagini del variegato mondo che frequentava il "BellaCenter": date uno sguardo ai giovani e al loro canto natalizio di speranza.
In anteprima anche un articolo che esce sul numero di Dicembre di Eubios, la rivista di ANIT Associazione Nazionale isolamento Termoacustico.
Qui trovate una descrizione più completa di alcune cose avvenute in quei giorni e a cui ho assistito, ed in particolare la cronaca del Side Event organizzato dalla Germania "
BDI – business for climate " - dove è stato presentato un ambizioso piano di riduzione delle emissioni, sostenuto e fortemente voluto dalla BDI, una sorta di Confindustria tedesca. A differenza del nostro paese, gli industriali sostengono fortemente non solo Kyoto ma anche ben più del "20 20 20 2020".
Interviste a C6.tv da hopenhagen
due interviste, andate in onda giovedì pomeriggio so www.c6.tv da Copenhagen, che è sempre più Hopenhagen, un punto di partenza e non di arrivo
Copenaghen. "Qui si sta metteno in discussione un modello di sviluppo, cambiarlo rappresenta una rivoluzione. Spero che questa avvenga perché l'abbiamo voluta e non solo perché siamo stati costretti dagli eventi." Luca Lombroso, metereologo. Servizio di Claudia Bellante.
Copenaghen. A poche ore dalla conclusione del vertice abbiamo incontrato Luca Lombroso, metereologo, per farci raccontare gli importanti e significativi eventi a cui ha partecipato in questi giorni. Dalle sue parole, le previsioni sulla conclusione della conferenza, non sembrano così negative. Servizio di Claudia Bellante
Rassegna varia articoli e presentazioni
Come promesso a chi mi chiedeva info sui miei interventi, e scusandomi del ritardo, ecco a disposizione alcuni articoli, scritti e presentazioni da convegni e conferenze varie:
- Convegno ISDE Medici per l'Ambiente a Genova, 12 dicembre 2009: relazione "Clima ed energia: le sfide del futuro e gli impatti sulla salute" Presentazione in diaposive
- Presentazione alla lezione su Clima e Banche Date Ambientali, biblioteca universitaria di Reggio Emilia
- Bologna, 19 febbraio 2009, presentazione "Inverno 2009: è ancora emergenza meteoclimatica"
Buon Compleanno, (Casa) Kyoto!

Oggi è il 4° anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto: un compleanno per cui in Italia ci sarebbe ben poco da festeggiare, visto che nonostante l’impegno di riduzione delle emissioni del 6.5% siamo riusciti ad aumentarle, fino ad un paio di anni fa, di ben il 13% e l’UE ci mette nella lista dei paesi che non riusciranno a raggiungere gli obiettivi:
I risultati in termini di emissioni rimangono eterogenei nell'UE a 15. Alcuni Stati membri non sono ancora in linea con i loro obiettivi di Kyoto. Tuttavia, se si tiene conto dei risultati eccezionali attesi da altri Stati membri, nel suo insieme l'UE a 15 dovrebbe rispettare il proprio impegno di Kyoto.
Professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente
L'obiettivo generale di Kyoto per l'UE a 15, ossia ridurre le emissioni dell'8%, corrisponde a obiettivi differenziati per ciascuno Stato membro. Nel 2006 quattro Stati membri dell'UE a 15 (Francia, Grecia, Svezia e Regno Unito) avevano già raggiunto un livello inferiore al loro obiettivo di Kyoto. Altri otto Stati membri dell’UE a 15 (Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo) prevedono di conseguire i loro obiettivi, ma le previsioni di tre Stati membri (Danimarca, Italia e Spagna) indicano che non realizzeranno i loro obiettivi di riduzione.
C’è però qualcosa da festeggiare lo stesso: oggi si inaugura e presenta alla stampa, a Gavirate (VA), “Casa Kyoto”, un esempio virtuoso di buona pratica ambientale che seguo da tempo in Convegni e Fiere. Un bell’esempio che va nella direzione non solo del rispetto del Protocollo di Kyoto ma anche del nuovo “Pacchetto 20 20 20 2020”. Nell’edificio-prototipo di Gavirate sono state applicate le 10 le mosse CASAKYOTO necessarie per la riqualificazione energetica dell’edilizia esistente, la casa è così passata da classe energetica G a classe A azzerando così consumi, grazie alle rinnovabili che coprono i bassi fabbisogni, e le emissioni.
Ecco 10 mosse CASAKYOTO:
1- Diagnosi energetica dell’edificio, ovvero capire quanti sono i consumi e le emissioni per intervenire con una o più mosse sull’edificio analizzato con strumentazione di misura in opera.
2- Isolamento delle pareti (dall’esterno, dall’interno o in intercapedine) e isolamento della copertura per ottenere sia un comfort invernale sia estivo.
3- Isolamento del pavimento e degli impianti di scarico.
4- Isolamento delle finestre con telai ad elevate prestazioni di isolamento termico, acustico e di tenuta all’aria.
5- Isolamento dei vetri, autopulenti e antisfondamento.
6- Ventilazione meccanica controllata, a doppio flusso per il controllo costante della salubrità degli ambienti e per il recupero di calore.
7- Solare termico, per la produzione di acqua calda sanitaria.
8- Pompa di calore e geotermia.
9- Fotovoltaico, per ottenere un bilancio complessivo annuale pari a zero dato che tutti i consumi sono riconducibili a energia elettrica.
10- Domotica, per l’ottimizzazione della gestione degli impianti presenti all’interno dell’edificio.
Allora Buon Compleanno, Casa Kyoto!




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