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Costa Rica 2009

di Lombo1964 (21/07/2009 - 22:12)



A grande richiesta, ecco on line il photoalbum del viaggio ecoturistico di quest’anno in Costa Rica, paese straordinario conosciuto anche grazie ad alcuni amici che vivono e/o lavorano là da tempo e grazie a Foreste Per Sempre.

costarica2009.lombroso.it

Le foto, viste così di per se, non dicono tutte le cose interessanti che si vedono e osservano in un viaggio, ma avrò occasione di parlarne nelle serate, conferenze e incontri pubblici nei prossimi mesi.
Ecco comunque alcune considerazioni e riflessioni in pillole:

  • Nuova Influenza: quest’anno, in un primo tempo, volevo andare in Messico, anche per visitare i siti Maya, civiltà decaduta anche a causa di problemi relativi a cambiamenti climatici, sovrappopolazione e sfruttamento di risorse. Vedendo ancora una volta quanta gente viaggia, ritengo che si stia cercando di fermare, o meglio svuotare, il mare con un cucchiaino.
  • Viaggiare sicuri: il sito è utile e importante ma, ritengo, in parte allarmistico, almeno nella pagina del Costa Rica  :   provate a immaginare come sarebbe la scheda dell’Italia, a proposito di terremoti, inondazioni, frane, criminalità, corruzione, sanità, e circolazione stradale...
  • Banane: ci ho dedicato un apposito post tempo fa , meriterebbe di parlarne, comunque ho visto ancor meglio i sacchi di plastica impregnati di insetticida, gli “attraversamenti banane” con speciali passaggi a livello e anche le persone che ci lavorano. Le banane sono un importante aspetto economico di questo e altri paesi, perciò un consiglio: mangiatene pure, senza però dimenticare i nostri buoni frutti locali. Per entrambi però prediligere il biologico. E per la frutta tropicale, l’equo-solidale: costa (forse) un po’ di più, ma il “costo occulto” grava sull’ambiente, sulla deforestazione, e sullo sfruttamento della mano d’opera.   
  • Società insostenibile: vi pare possibile che una nota multinazionale raccolga ananas in Costa Rica e nei supermercati locali venda ananas in scatola prodotto in Thailandia? 
  • Raccolta differenziata: nuovamente, noto che siamo indietro anni luce (in Italia!). Nello sperduto villaggio di Tortuguero, tutti gli alberghi e la scuola fanno raccolta differenziata e i rifiuti vengono pre-trattati in un apposito (e pittoresco) impianto. Provate un po’ a immaginare la levata di scudi se si obbligassero gli hotel e gli stabilimenti balneari nostrani a fare la differenziata… ma le cose non si ottengono con gli obblighi, bensì con l’educazione e la sensibilizzazione
  • Tartarughe: spettacolare vedere di notte le tartarughe deporre le uova in spiaggia. Esemplare esempio di ecoturismo responsabile, con il coinvolgimento di guide e “vedette” della popolazione locale che avvistano le tartarughe in mare e segnalano via radio la zona, accompagnano gruppi a numero chiuso (divieto di camminare in spiaggia dopo le 18  senza guida), con divieto di uso di apparecchiature fotovideo per evitare che i flash accechino e disturbino le tartarughe verdi. Il tutto quindi al chiaro di luna e dei flash dei… lampi di un forte temporale arrivato a fine visita. Valeva la pena della lavata che ci siam presi, un temporale tropicale, ma in fondo non più forte degli ultimi temporali modenesi!
  • Animali: mai visti tanti come quest’anno, a Tortuguero, Manuel Antonio e soprattutto a Montezuma. Iguana in abbondanza, basilisco, gechi, coati, aguti, procioni, svariati uccelli fra cui torgoni, pellicani, tucani, avvoltoio-tacchino e anche serpenti. Pericolosi? Pare non fossero velonosi, quelli che ho visto, ma non so se sono più pericolosi gli animali o… i tir, le auto, gli ubriachi ecc che circolano sulla giungla stradale italiana!
  • Le scimmie: qui ne vedete veramente tante, alcune arrivavano fino alla reception dell’albergo. Le banane, al contrario di quello che molti pensano, non sono il loro alimento preferito, o perlomeno naturale. Ho letto nel decalogo di Kid Saving the Rain Forest (aveva sede nell’albergo dove mi trovavo) che le fanno male anche a causa dei pesticidi, a cui il loro delicato stomaco non è abituato. E il nostro?
  • Cambiamenti climatici: gli effetti sono evidenti anche là, in particolare come concausa di perdita della biodiversità, e cambiamenti ormai ampiamente percepiti da tutti. E sono ampiamente studiati dal locale servizio meteo, che vi dedica un’ampia sezione nel sito del “programa de cambio climatico”  inclusa un’ottima sezione divulgativo.educativa
  • Rifiuti e petrolio in spiaggia: ahimè fra i tronchi e detriti portati dal mare nelle spiagge selvagge vi sono tanti rifiuti, portati sempre dal mare. Molta plastica, soprattutto giocattoli! E petrolio, con tracce un po’ ovunque, proveniente dal lavaggio di cisterne, perdite, ecc: diavolo e acquasanta della nostra civiltà.  
  • Aeroporti, acqua, e rifiuti: nelle foto, le preziose fontane di acqua purificata e refrigerata a Madrid e perfino a San Josè, e i cestini della differenziata. Il gusto di bere l’”acqua del sindaco”  invece di insostenibile acqua minerale (allucinante trovare in CR una nota acqua minerale italiana!) o ancora peggio acqua purificata prodotta e venduta da una nota ditta di bibite a bollicine.
  • Volo e gas serra: volare è un enorme privilegio della nostra, breve, epoca dell’abbondanza: ero uno dei pochi che invece di chiudere il finestrino e dormire rimanevo incollato, anche in pieno oceano, all’oblò a osservare le nubi. Però lo so, ho inquinato o meglio emesso molti gas serra, circa 2.86 t/CO2, oltre una tonnellata di kerosene avio, emissioni che compenserò, per me e per Cristina, attraverso l’organizzazione GEV- Foreste per sempre. Il sistema funziona, malgrado quello che alcuni, disinformati, pensano: il Costa Rica riesce così a tutelare foreste, riserve, e popolazioni locali, incluso i nativi.

Seguirà anche un breve video, e qualche post di approfondimento.
Pura vida!

costarica2009.lombroso.it

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Alluvioni in Costa Rica

di Lombo1964 (27/11/2008 - 12:18)

Nel nostro momento di gioia per la neve che aspetto domani in Appennino non posso fare a meno di rivolgere uno sguardo e un pensiero alle popolazioni della costa Caraibica del Costa Rica, dove sono stato la scorsa estate, trovandomi veramente bene.
Fa impressione quando si è stati in un posto e se ne conosce la bellezza a vedere che, nel silenzio informativo, magari al più qualche trafiletto qua e la e senza l'attenzione che i media danno agli uragani che colpiscono i ricchi USA, una perturbazione tropicale, nemmeno un uragano, riesce a combinare danni di questo genere: su questo ponte sono passato per andare in albergo:

che adesso si supera così

la situazione è pesante anche per le esportazioni di banane, che se da un lato sono un problema che già ho trattato nel mio blog personale, http://blog.lombroso.it/post/1206994380/Banana+Repubblic#commentil sono una parte importante di quell'economia

http://www.nacion.com/ln_ee/2008/noviembre/27/pais1790558.html
http://www.puertoviejosatellite.com/news/

leggo anche che sono aperte sottoscrizioni
http://www.greencoast.com/news/88/62/Food-and-Supply-Drive-for-Flooded-Areas--Recaudacion-de-Comida-y-Donaciones

Natale si avvicina, qualcuno follemente ci dice di "aumentare in consumi", l'altra sera un direttore di un noto quotidiano nazionale di proprietà di un noto Tycon televisivo ha detto che in fondo gli Statali e i pensionati hanno sempre i loro redditi quindi non hanno ragione per non spendere e consumare... tralascio ogni commento, ma ricordo a costoro e a chi legge che l'80% del mondo sta comunque sia peggio di noi.
E spesso è proprio questo 80% del mondo a subire i danni maggiori dei cambiamenti climatici.

(fonte delle foto: Puerto Viejo Satellite )

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Frutta...di stagione

di Lombo1964 (24/10/2008 - 08:58)


Vista ieri in autogrill: al banco del bar, fra panini e briosh  trasudanti di grassi idrogenati, un piccolo cartellino con scritto: frutta di stagione: a fianco c'erano delle piccole vaschette, ovviamente di plastica usa-e-getta, con pezzetini di...ANANAS!
Naturalmente non sono riuscito a stare zitto, ho detto alla commessa "si, il clima cambia, l'autunno è straordinariamente mite, in Sardegna sono arrivate piogge quasi tropicali, qualche banana è maturata perfino a Bologna, ma ancora non vedo fuori Ananas..." la risposta: "eh, ma, sa... fino a ieri li c'erano uva e mele...".
Le crediamo? ma si, forse c'erano uva e mele. di produzione Cilena o Sudafricana magari...

Nella foto a fianco, ananas appena raccolti e in trasporto in Costa Rica, sotto frutta esotica nei container a Puerto Limon, CR






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Costa Rica: Forza foreste!

di Lombo1964 (23/09/2008 - 18:31)


Alcuni anni fa, visitando il Sequoia National Park in California, mi soffermai di fronte a un seme di sequoia a pensare a quanta materia organica e a quanto carbonio che altrimenti sarebbe in buona parte in atmosfera era immagazzinato in quelle enormi piante ultrasecolari.

Ma è solo entrando in una vera foresta tropicale che ci si rende conto della sua imponenza, della sua forza e della sua importanza. Nulla a che vedere con un parco: un parco è bello, è salutare, è tonificante in una caotica città e non a caso, nei passaggi forzati in una città o in una capitale nei miei viaggi cerco sempre un parco per una sosta tonificante. Ma un parco è pur sempre opera dell'uomo e anzi a volte un parco diventa una scusa per cementificare, vedi le aree verdi a fianco della TAV con alberelli strimizziti ognuno con un pezzo di plastica a sostegno, destinato a diventare rifiuto.

Nulla a che vedere coi boschi nostrani, pur belli, affascinanti e rinfrescanti ma ormai tutti toccati più o meno direttamente, nel presente o nel passato, dall’opera dell’uomo.

Men che meno un bosco coltivato: un bosco coltivato non tutela la biodiversità e implica largo uso di energia fossile per la sua gestione nonchè di sostanze chimiche per la sua gestione, e non sempre, come si legge qui, le certificazioni  dei produttori sono garanzia di sostenibilità

La foresta tropicale mostra nella sua imponenza quanto riesce a dare all’uomo gratis con le sue piante, i suoi animali, i suoi fiumi, i suoi frutti e le sue radici e perfino con i suoi a volte schifosi insetti.

E la biodiversità: in un solo albero si trovano fino a 300 diverse specie viventi!

La perdita di biodiversità è una realtà: a Monteverde mi hanno parlato degli anfibi e del famoso rospo dorato o sapo dorado: fino al 1989 era talmente comune da essere un po’ la mascotte del parco, poi nel giro di brevissimo tempo è scomparso. Di chi è la colpa? Dei pesticidi delle banane? Del cambiamento climatico? Del buco dell’ozono? Di preciso non si sa ma quel che è certo è che gli anfibi, estremamente sensibili alla pressione ambientale, stanno facendoci un po’ da “canarino nella miniera” e viene spontaneo pensare che se sono a rischio loro, anche noi lo siamo.


 

La deforestazione, troppo spesso dimenticata, è responsabile, da sola, di circa il 17% delle emissioni serra. E non è tutto: il grafico  dell’andamento storico di emissioni di CO2 provenienti dall’uso di combustibili fossili e dovuta al cambio di uso del  suolo è eloquente: fino a inizio XX secolo la deforestazione era maggiore del contributo dei combustibili fossili.

Ecco perché è importante tutelare e salvaguardare foreste e biodiversità: le scimmie, gli iguana, e gli aironi sembrano lanciarci un segnale: “siamo i vostri canarini nella miniera: se siamo a rischio noi, anche voi umani lo siete!”

Ma tutelare le foreste e convivere con la società è possibile: non è ben chiaro, come ci dice la FAO nel rapporto sulle foreste del 2007, se sia effettivamente una conseguenza delle politiche di tutela dell’ambiente o cambiamenti nell’agricoltura, ma sta di fatto che Costa Rica è uno dei pochi paesi, insieme a Cile, Cuba e Uruguay, dei paesi dell’America Latina  che presenta una crescita di copertura forestale, a fronte di una situazione mondiale quanto meno inquietante: solo dal 2000, l’America latina ha perso 4.483.000 ettari di foreste e il mondo intero oltre 7 milioni di ettari.

Guadoca Manzanillo, Cano Negro e Monteverde sono alcuni esempi di come una foresta convive con l'uomo e diventa occasione di "turismo" o meglio "viaggio" ecosostenibile. Limitazione del numero di ingressi, strade volutamente non asfaltate, visite guidate, e perfino raccolta differenziata sono alcuni dei modi per conciliare le esigenze di vita, sviluppo e benessere delle popolazioni locali con la tutela della natura non fine a se stessa ma a fine di mantenere il "capitale" che la natura stessa rappresenta e che noi stiamo sciupando così velocemente da portarci in "rosso" col conteggio delle risorse già a settembre: ieri infatti era l'overshotting day: da oggi siamo a debito con la natura.

Avrei tanto da dire, e da raccontare al proposito, ma voglio lasciare alle immagini del video e alle fotografie http://costarica2008.lombroso.it/ (e a voi) il commento.

 Infine, ovviamente sono andato in aereo, cosa non certo ecologica, anche compensando le circa 3 tonnellate di gas serra del volo A/R. Un volo è estremamente impattante,ma, riflettevo  in fondo, pensavo a Puerto Viejo,, Cristoforo Colombo è arrivato qua nel 1502 per ripararsi da un uragano, senza petrolio, senza bussola, senza GPS, senza cellulare e perfino senza meteorologo!

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La differenziata anche per le scimmie

di Lombo1964 (09/09/2008 - 13:08)


Sono gli umani che producono il rifiuto, in natura non esiste il termine “rifiuto” e quindi non avrebbe senso una raccolta differenziata fino alle porte delle scimmie… non fosse per gli umani.

 

E così, ecco un esempio virtuoso di come il Costa Rica adotta capillarmente la differenziata. Mi trovavo in una tranquilla e sperduta spiaggetta quando sento e vedo arrivare il camion della nettezza urbana, sembrava un tuffo nel nostro non troppo lontano passato: 4 robusti netturbini scendono, prendono i sacchi e li lanciano sul camion. Ma, sorpresa, poco dopo arriva anche un altro camioncino e svuota un cestino e quindi un altro ancora per i rifiuti differenziati: plastica e “desecho”. Un vero “porta a porta”, forse, ho pensato, qui fanno anche la raccolta differenziata per le scimmie.

Dalle banane alle scimmie il passo infatti è breve, ma in realtà non è così: lo stereotipo della scimmia che mangia le banane è una delle tante mistificazioni dei nostri tempi e luoghi (e non luoghi). Le scimmie urlatrici poi prediligono le foglie e le bacche che trovano direttamente sugli alberi, e per fortuna (per ora) non mangiano cibi imballati e inscatolati, ci pensate a una scimmia che, in un paese ricco di ananas come il Costa Rica, va a comprarsi una scatoletta di ananas sciroppato prodotto in Indonesia al supermercato, che richiede lunghi e inquinanti trasporti nonché produce rifiuti non riciclabili dall’incredibile e delicato equilibro forestale? Si, in effetti gli assurdi del nostro sistema portano a trovare ananas in scatola prodotto in indonesia in Costa Rica e pomodori dalla Spagna in piena estate nei supermercati Modenesi.



Ma, a ben pensarci, sono altri i motivi per cui le scimmie hanno la differenziata spinta e da noi stenta a decollare: proprio ieri notavo sotto casa dei nuovi contenitori: bene, mi son detto, ma mancava quello dell’umido. In un altro punto manca quello della plastica.

Per le scimmie no, differenziata spinta: e il motivo è semplice: le scimmie non pagano il CIP6 per gli inceneritori!

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