Costa Rica 2009

A grande richiesta, ecco on line il photoalbum del viaggio ecoturistico di quest’anno in Costa Rica, paese straordinario conosciuto anche grazie ad alcuni amici che vivono e/o lavorano là da tempo e grazie a Foreste Per Sempre.
Le foto, viste così di per se, non dicono tutte le cose interessanti che si vedono e osservano in un viaggio, ma avrò occasione di parlarne nelle serate, conferenze e incontri pubblici nei prossimi mesi.
Ecco comunque alcune considerazioni e riflessioni in pillole:
- Nuova Influenza: quest’anno, in un primo tempo, volevo andare in Messico, anche per visitare i siti Maya, civiltà decaduta anche a causa di problemi relativi a cambiamenti climatici, sovrappopolazione e sfruttamento di risorse. Vedendo ancora una volta quanta gente viaggia, ritengo che si stia cercando di fermare, o meglio svuotare, il mare con un cucchiaino.
- Viaggiare sicuri: il sito è utile e importante ma, ritengo, in parte allarmistico, almeno nella pagina del Costa Rica : provate a immaginare come sarebbe la scheda dell’Italia, a proposito di terremoti, inondazioni, frane, criminalità, corruzione, sanità, e circolazione stradale...
- Banane: ci ho dedicato un apposito post tempo fa , meriterebbe di parlarne, comunque ho visto ancor meglio i sacchi di plastica impregnati di insetticida, gli “attraversamenti banane” con speciali passaggi a livello e anche le persone che ci lavorano. Le banane sono un importante aspetto economico di questo e altri paesi, perciò un consiglio: mangiatene pure, senza però dimenticare i nostri buoni frutti locali. Per entrambi però prediligere il biologico. E per la frutta tropicale, l’equo-solidale: costa (forse) un po’ di più, ma il “costo occulto” grava sull’ambiente, sulla deforestazione, e sullo sfruttamento della mano d’opera.
- Società insostenibile: vi pare possibile che una nota multinazionale raccolga ananas in Costa Rica e nei supermercati locali venda ananas in scatola prodotto in Thailandia?
- Raccolta differenziata: nuovamente, noto che siamo indietro anni luce (in Italia!). Nello sperduto villaggio di Tortuguero, tutti gli alberghi e la scuola fanno raccolta differenziata e i rifiuti vengono pre-trattati in un apposito (e pittoresco) impianto. Provate un po’ a immaginare la levata di scudi se si obbligassero gli hotel e gli stabilimenti balneari nostrani a fare la differenziata… ma le cose non si ottengono con gli obblighi, bensì con l’educazione e la sensibilizzazione
- Tartarughe: spettacolare vedere di notte le tartarughe deporre le uova in spiaggia. Esemplare esempio di ecoturismo responsabile, con il coinvolgimento di guide e “vedette” della popolazione locale che avvistano le tartarughe in mare e segnalano via radio la zona, accompagnano gruppi a numero chiuso (divieto di camminare in spiaggia dopo le 18 senza guida), con divieto di uso di apparecchiature fotovideo per evitare che i flash accechino e disturbino le tartarughe verdi. Il tutto quindi al chiaro di luna e dei flash dei… lampi di un forte temporale arrivato a fine visita. Valeva la pena della lavata che ci siam presi, un temporale tropicale, ma in fondo non più forte degli ultimi temporali modenesi!
- Animali: mai visti tanti come quest’anno, a Tortuguero, Manuel Antonio e soprattutto a Montezuma. Iguana in abbondanza, basilisco, gechi, coati, aguti, procioni, svariati uccelli fra cui torgoni, pellicani, tucani, avvoltoio-tacchino e anche serpenti. Pericolosi? Pare non fossero velonosi, quelli che ho visto, ma non so se sono più pericolosi gli animali o… i tir, le auto, gli ubriachi ecc che circolano sulla giungla stradale italiana!
- Le scimmie: qui ne vedete veramente tante, alcune arrivavano fino alla reception dell’albergo. Le banane, al contrario di quello che molti pensano, non sono il loro alimento preferito, o perlomeno naturale. Ho letto nel decalogo di Kid Saving the Rain Forest (aveva sede nell’albergo dove mi trovavo) che le fanno male anche a causa dei pesticidi, a cui il loro delicato stomaco non è abituato. E il nostro?
- Cambiamenti climatici: gli effetti sono evidenti anche là, in particolare come concausa di perdita della biodiversità, e cambiamenti ormai ampiamente percepiti da tutti. E sono ampiamente studiati dal locale servizio meteo, che vi dedica un’ampia sezione nel sito del “programa de cambio climatico” inclusa un’ottima sezione divulgativo.educativa
- Rifiuti e petrolio in spiaggia: ahimè fra i tronchi e detriti portati dal mare nelle spiagge selvagge vi sono tanti rifiuti, portati sempre dal mare. Molta plastica, soprattutto giocattoli! E petrolio, con tracce un po’ ovunque, proveniente dal lavaggio di cisterne, perdite, ecc: diavolo e acquasanta della nostra civiltà.
- Aeroporti, acqua, e rifiuti: nelle foto, le preziose fontane di acqua purificata e refrigerata a Madrid e perfino a San Josè, e i cestini della differenziata. Il gusto di bere l’”acqua del sindaco” invece di insostenibile acqua minerale (allucinante trovare in CR una nota acqua minerale italiana!) o ancora peggio acqua purificata prodotta e venduta da una nota ditta di bibite a bollicine.
- Volo e gas serra: volare è un enorme privilegio della nostra, breve, epoca dell’abbondanza: ero uno dei pochi che invece di chiudere il finestrino e dormire rimanevo incollato, anche in pieno oceano, all’oblò a osservare le nubi. Però lo so, ho inquinato o meglio emesso molti gas serra, circa 2.86 t/CO2, oltre una tonnellata di kerosene avio, emissioni che compenserò, per me e per Cristina, attraverso l’organizzazione GEV- Foreste per sempre. Il sistema funziona, malgrado quello che alcuni, disinformati, pensano: il Costa Rica riesce così a tutelare foreste, riserve, e popolazioni locali, incluso i nativi.
Seguirà anche un breve video, e qualche post di approfondimento.
Transiberiana 2
Automobilisti e viaggiatori solitamente odiano la neve: danni, disagi, rallentamenti, freddo, ecc. Molte pubbliche amministrazioni considerano la neve "un costo", invece la neve, naturale, è un vero capitale naturale, tanto pià in questi tempi di cambiamento climatico, sia per gli operatori della montagna che non devono così ricorrere all'innevamento artificiale sia per la scorta d'acqua che porta. Le alpi, ricorda l'OCSE nel rapporto cambiamenti climatici e turismo, sono la "torre d'acqua" d'Europa e il riscaldamento recente è stato grosso modo 3 volte maggiore di quello globale e i modelli climatici prevedono un riscaldamento ancora maggiore nelle prossime decadi, incluso riduzione della neve a bassa altitudine, arretramento dei ghiacciai, e cambiamenti nelle temperature e precipitazioni estreme.
Ammirare una bella nevicata dal treno, accettando anche con una certa filosofia i ritardi, benchè dovuti più al dissesto delle nostre ferrovie che al maltemo, è quindi un'occasione che in futuro potremmo avere sempre meno e magari rimpiangere panorami come questo, più simili a una transiberiana che a una transpadana
Nel Cuore della Foresta

Non è mai troppo tardi per scoprire, o meglio riscoprire, l’importanza della letteratura e del piacere del leggere, che a scuola, ammetto, a torto sottovalutavo a favore delle discipline tecnico-scientifiche. E così ora dopo essermi macinato libri scientifici e saggi vari (gli ultimi, eccellenti, 100 W per il prossimo miliardo di anni e “Energia per l’astronave terra” inviatomi dall’amico Nicola Armaroli e scritto con Vincenzo Balzani) mi sto gustando un piacevole romanzo, “nel cuore della foresta”, di Roger Deakin.
Mi sto un po’ immedesimando di come si vive “Nel cuore della foresta” dopo averlo provato, sia pure da ecoturista (forse non tanto sostenibile, visto il volo, ma comunque eco più di un villaggio vacanze all inclusive) in Costa Rica.
Roger Deakin invece viaggia fra il Devon,
di noci del Kirghizistan, prima di concludere il cerchio tornando nel cuore del suo mondo, il Suffolk. Notevole la sua capacità di osservare la natura, gli scricchiolii dei topolini in soffitta nella sua baita in legno, la crescita degli anelli e la sua affermazione di come il legno, bruciando, di fatto sprigiona l’energia che aveva immagazzinato, dal sole, durante la sua crescita. Evidentemente aveva ben presente, più dei nostri economisti, che “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.
Bello scoprire le storie del legno: per esempio che ci vuole un albero per fare 500000 matite: quante matite consumiamo in Italia, non lo so, ma bello anche leggere delle foreste da cui viene ricavata la radica delle Jaguard… non voglio qui raccontarvi altro, se non che Finito il libro, il parquet su cui si cammina serenamente da anni comincia a raccontare la sua storia. Un po’ ora il mio parquet, che fu posato quando poco sapevo di foreste e appena si iniziava a parlare di cambiamenti climatici, mi sta raccontando di come doveva essere la foresta, che non conosco (e forse è meglio così) da cui proviene!
Costa Rica: Forza foreste!
Alcuni anni fa, visitando il Sequoia National Park in California, mi soffermai di fronte a un seme di sequoia a pensare a quanta materia organica e a quanto carbonio che altrimenti sarebbe in buona parte in atmosfera era immagazzinato in quelle enormi piante ultrasecolari.
Ma è solo entrando in una vera foresta tropicale che ci si rende conto della sua imponenza, della sua forza e della sua importanza. Nulla a che vedere con un parco: un parco è bello, è salutare, è tonificante in una caotica città e non a caso, nei passaggi forzati in una città o in una capitale nei miei viaggi cerco sempre un parco per una sosta tonificante. Ma un parco è pur sempre opera dell'uomo e anzi a volte un parco diventa una scusa per cementificare, vedi le aree verdi a fianco della TAV con alberelli strimizziti ognuno con un pezzo di plastica a sostegno, destinato a diventare rifiuto.
Nulla a che vedere coi boschi nostrani, pur belli, affascinanti e rinfrescanti ma ormai tutti toccati più o meno direttamente, nel presente o nel passato, dall’opera dell’uomo.
Men che meno un bosco coltivato: un bosco coltivato non tutela la biodiversità e implica largo uso di energia fossile per la sua gestione nonchè di sostanze chimiche per la sua gestione, e non sempre, come si legge qui, le certificazioni dei produttori sono garanzia di sostenibilità
La foresta tropicale mostra nella sua imponenza quanto riesce a dare all’uomo gratis con le sue piante, i suoi animali, i suoi fiumi, i suoi frutti e le sue radici e perfino con i suoi a volte schifosi insetti.
E la biodiversità: in un solo albero si trovano fino a 300 diverse specie viventi!
La perdita di biodiversità è una realtà: a Monteverde mi hanno parlato degli anfibi e del famoso rospo dorato o sapo dorado: fino al 1989 era talmente comune da essere un po’ la mascotte del parco, poi nel giro di brevissimo tempo è scomparso. Di chi è la colpa? Dei pesticidi delle banane? Del cambiamento climatico? Del buco dell’ozono? Di preciso non si sa ma quel che è certo è che gli anfibi, estremamente sensibili alla pressione ambientale, stanno facendoci un po’ da “canarino nella miniera” e viene spontaneo pensare che se sono a rischio loro, anche noi lo siamo.
La deforestazione, troppo spesso dimenticata, è responsabile, da sola, di circa il 17% delle emissioni serra. E non è tutto: il grafico dell’andamento storico di emissioni di CO2 provenienti dall’uso di combustibili fossili e dovuta al cambio di uso del suolo è eloquente: fino a inizio XX secolo la deforestazione era maggiore del contributo dei combustibili fossili.
Ecco perché è importante tutelare e salvaguardare foreste e biodiversità: le scimmie, gli iguana, e gli aironi sembrano lanciarci un segnale: “siamo i vostri canarini nella miniera: se siamo a rischio noi, anche voi umani lo siete!”
Ma tutelare le foreste e convivere con la società è possibile: non è ben chiaro, come ci dice
Avrei tanto da dire, e da raccontare al proposito, ma voglio lasciare alle immagini del video e alle fotografie http://costarica2008.lombroso.it/ (e a voi) il commento.
Costa Rica, Pura vida nel clima che cambia

Eccomi, il blog è rimasto “chiuso per ferie” per una ventina di giorni mentre univo utile e dilettevole in un viaggio in Costa Rica. Avevo già sentito parlare molto di quel paese, sia da amici che si sono trasferiti là sia perché tramite www.forestepersempre.org avevo già “adottato” una piccola porzione di foresta a compensazione delle mie emissioni serra. Non mancherà, a breve, una nuova “adozione di foresta” a copertura delle circa 3+3 t di CO2 emesse tramite il volo Bologna-Madrid-San Josè e ritorno.
Costa Rica ha mantenuto le promesse: terra di foreste secche, umide e pluviali, caffè, banane, ananas, spiagge caraibiche e pacifiche, animali e piante di ogni tipo e razza, una biodiversità unica al mondo, con il 0.03% del territorio terrestre infatti si ritrova il 4% delle specie viventi! Una terra che sicuramente ha molte possibilità sia di vivere con basse emissioni di CO2 sia di superare il picco del petrolio, ricca come è di acqua, risorse (alimentari), idroelettrico, sole, vento, e con un clima quasi ideale.
Tanti gli spunti per il blog e le conferenze, ma comincerei proprio da dove sono partito e dove sono transitato, l’aeroporto di Madrid Barajas e lo stesso aeroporto di San Josè. Barajas è alla ribalta in questi giorni purtroppo per tristi motivi, ma è e resta un aeroporto moderno, organizzato e all’avanguardia. La prima cosa che salta all’occhio appena atterrati, dopo aver visto lo smog che grava anche su Madrid e stanchi del volo, con urgenze fisiologiche e assetati sono le fontanine di acqua refrigerata, gratuita, e l’acqua minerale comunque a un prezzo accettabile e non da furto legalizzato come in Italia.
Soprattutto però non si è obbligati a spendere e produrre rifiuti per bere bensì appunto si può attingere gratuitamente dall’acqua pura e fresca delle numerose e ben visibili fontanine. E se proprio si ha da buttare qualcosa, ecco numerosi i bidoni rigorosamente differenziati e ben indicati, non stracolmi ma ben tenuti e ovviamente indicazioni chiare ed infine, rimanendomi tempo fra un volo e l’altro e volendo visitare un po’ di Madrid, 12 linee di metro efficienti, pulite ed economiche dove con 2 Euro si va dall’aeroporto alla Plaza Mayor e alla Gran Via di Madrid.
Ma se fontanine e differenziata ce le possiamo aspettare a Madrid, non altrettanto all’Aeroporto Juan Santa Maria dove invece anche qui sono ben presenti le fontane di acqua, accuratamente purificata, fresca e…gratis!
Della differenziata in piena foresta e sperdute spiagge parlerò poi, ah già, serve agli iguana, non ai CIP6 degli inceneritori nostrani!
Costa rica, Pura vida nel clima che cambia!




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