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Pedalando pedalando...

di Lombo1964 (20/09/2009 - 21:01)


150 kg di CO2 in meno... ..e un paio di peso corporeo! E' questo il risultato di  non una settimana, bensì due mesi di mobilità sostenibile casa-ufficio!
 Questa è anche la settimana della mobilità sostenibile, quale occasione migliore quindi per condividere le mie impressionidai pedali.
 Ecco l'articolo gentilmente ospitato dalla Gazzetta Di Modena di Domenica 20 settembre, e alcune foto, di come si vede il mondo dai pedali:



Non c’è niente di meglio che provare ciò che si predica, così da oltre un mese ho “rotto il ghiaccio” (come se non bastasse la inarrestabile fusione del Polo Nord) e regolarmente (o quasi) vado da Campogalliano a  Modena in bici, fino al Campus di Ingegneria in Via Vignolese. In verità avevo iniziato fin dall’inverno, al sabato, per la spesa settimanale al mercato bio-pomposa. Poi, da fine luglio, lo scatto della molla-pedale. Ora, dopo un mese e mezzo di pedalate, voglio condividere alcune impressioni di come è diverso il mondo dai pedali. Anzitutto, non esistono ciclisti, automobilisti, centauri, pedoni… tutti noi siamo persone e cittadini, con diritti e doveri. E chi dall’auto impreca ai ciclisti magari, la domenica, impreca contro automobilisti che parcheggiano sulla ciclabile o buttano cicche di sigaretta dal finestrino, sfiorando  pericolosamente ciclisti e motociclisti (per non parlare del rischio-incendi).

Le ciclabili, a Modena, ultimamente sono salite alla ribalta della cronaca: strano che invece nessuno si fosse accorto o abbia polemizzato se per mesi e mesi la ciclabile da Campogalliano a Modena, lungo l’argine del Secchia, terminava mestamente, sulla Nazionale per Carpi, contro un guard rail e per lungo tempo nessuno tagliava l’erba. Allo stesso modo le polemiche si sono ora sopite e nessuno ha protestato ora che la tanto indispensabile nuova ciclabile di Ponte Alto è stata nuovamente chiusa, con una barriera insormontabile, e che nessuno si sia curato di avvisare (così come vien fatto quando si chiudono strade per lavori) preventivamente i ciclisti prima di imboccare la ciclabile.


Comunque, come utente, do il benvenuto all’ottimo percorso (è il più breve) ciclabile di Ponte Alto e spero venga riaperto al più presto il passaggio, così come è indispensabile completarla nel tratto successivo, in particolare alla Madonnina dove sono costretto a mettere in atto strategie di sopravvivenza fra auto in transito e parcheggiate. Nell’attesa della definitiva apertura della ciclabile, uso l’itinerario alternativo via ponte barchetta e tre olmi, ma per un lungo tratto la ciclabile manca completamente. Arrivo comunque alla Madonnina e proseguendo poi per Modena, ormai allenato valico tranquillo il “GP della Montagna” del Cavalcaferrovia, con la speranza che un giorno oltre a un fast food con drive-trough nasca un bici-grill come in Trentino!  




Tutto abbastanza bene in Via Emilia a fianco del Parco Ferrari, devo segnalare invece come il semaforo di viale Italia abbia un tempo di rosso troppo lungo, che mette a dura prova il rispetto del Codice della Strada specie sotto il sole cocente; oltretutto, il verde dura così poco che a metà attraversata già scatta il giallo: mai vorrei un foto-ciclo-red!

Anche a Palazzo Europa trovo poco rispettoso di noi ciclisti l’ingresso al parcheggio e come è stato messo il cantiere, che chiude drasticamente in modo pericoloso la ciclabile, ma via, coi pedali, fiancheggio l’ITI Corni: i ricordi di scuola sono anche ricordi di gioventù, e in gioventù si fanno anche errori: giustamente mi viene a mente la sgridata di un vigile quando attraversai fuori dalle strisce, e come punizione mi rimandò indietro e al semaforo: più che giusto!

Proprio in centro vi sono nuovi e insidiosi pericoli: auto e furgoni, autobus, e anche pedoni e ciclisti che si guardano poco attorno: sono le conseguenze della scarsa chiarezza: ZTL non significa che non vi sono mezzi a motori, troppi i mezzi con permessi vari, ci vorrebbe più coraggio, come in molte città europee: tutti fuori, auto, furgoni ecc, e maggior regolamentazione con una corsia per i BUS.

Ma il peggio è via Emilia Est: il tratto di ciclabile di Largo Garibaldi infatti è trafficato, buon segno, da molte bici ma affiancato pericolosamente dai bus e soprattutto dopo, fine: un tratto di ciclabile poco chiaro a fianco di un marciapiede termina contro auto parcheggiate, quindi è la giungla: l’istinto di adattamento e sopravvivenza mi ha consentito di raggiungere sempre incolume Via Campi e Via Araldi, ma ora capisco gli zig zag di alcuni ciclisti e chiedo perdono e comprensione ad automobilisti e autisti di bus: fra buchette, tombini, auto in doppia fila ecc come dicevo occorre un vero spirito di sopravvivenza oltre a robusti glutei. Il semaforo con Via Del Pozzo poi lascia transitare, col verde ciclopedonale, chi svolta verso il policlinico, incluso i bus e la cosa non è affatto chiara e quindi molto pericolosa soprattutto per i tanti anziani che vanno a piedi o in bici.





Ma, bomba o non bomba, come diceva Venditti, noi arriveremo a Roma e io invece arrivo in ufficio: 13 km da casa, anziché i 15.5 in auto (e parlerò di questa differenza); circa 3 kg di CO2 evitata, risparmio di un litro di benzina/gasolio o un metro cubo del falsamente ritenuto ecologico metano o GPL, e, perché no, risparmio di circa 2 euro, fra combustibile, manutenzione e ammortamento auto. In questi due mesi così ho risparmiato circa 100 euro ed evitato ben un quintale e mezzo di emissioni di CO2; vero, occorrono 600 viaggi circa per compensare quanto è costato, in emissioni, il mio volo verso il Costa Rica, ma insisterò. Ognuno di noi dovrebbe farsi il suo “budget di CO2” e scegliere come e dove tagliare, io dalle 10 tonnellate sono già sceso a circa 7, il limite sostenibile sarebbe sulle 3-4 tonnellate, è dura ma si può fare, la prima fetta si toglie facilmente con le buone pratiche, il resto occorre anche altro. Oggi intanto piove, primi segnali di autunno: ci voleva, ma (per ora) non ce la faccio e ho usato l’auto: 20 minuti anziché 45, ma quando c’è fila in tangenziale ce ne metto anche 50. Pertanto insisterò, perfino col maltempo. Le buone pratiche vanno anche messe in pratica, da chi le divulga e soprattutto dai politici.

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Arrestato James Hansen

di Lombo1964 (24/06/2009 - 22:02)


Mi sembra che finora i giornali Italiani non abbiano ancora riportato questa incredibile notizia, almeno nelle versioni web non ne trovo traccia. Eppure James Hansen sta ai cambiamenti climatici come Paul Crutzen al buco dell'ozono, la Rita Levi Montalcini alle malattie genetiche o Einstein alla fisica e alla teoria della relatività.
La prima proiezione di James Hansen sul cambiamento climatico, negli anni 1980, non si discosta sostanzialmente su quelle odierne dell'AR4 dell'IPCC. Ma più che le previsioni climatiche ora sono quelle socio politiche a preoccuparmi: i tempi cupi non sono più una previsione ma un fatto.
così come saranno i cambiamenti climatici, un fatto, a giudicare un domani, la veridicità degli allarmi di James Hansen e altri. Questo arresto, con le dovute proporzioni, potrebbe essere un domani definito il "caso Galileo" del Global Warming.
Luca Lombroso


Ecco il commento di Ugo Bardi nel blog ASPO Italia:
http://aspoitalia.blogspot.com/2009/06/james-hansen-scienziato-alla-nasa.html

Sta facendo il giro del mondo la notizia dell'arresto - ieri, 23 Giugno - di James Hansen, climatologo della NASA, mentre protestava contro una miniera di carbone in Virginia. Hansen è uno dei climatologi più attivi e più noti nel campo degli studi sul riscaldamento globale.

Sono stato in contatto più di una volta con Hansen e i suoi collaboratori. La senzazione che hai parlando con loro è chiarissima: chi lavora seriamente sulla questione del riscaldamento globale si rende conto sempre di più che siamo nei guai. Eppure, mentre gli scienziati raccolgono dati, il pubblico e i politici si perdono in polemiche sciocche e senza costrutto.

E' la frustrazione nei riguardi dell'inazione e all'ignoranza che circonda il problema del riscaldamento globale che ha spinto Hansen al gesto clamoroso di una pubblica protesta come quella di ieri. Non basta certamente questo, ma se Hansen l'ha fatto vuol dire che ci vuol dare una scossa a tutti quanti: fare qualcosa contro il riscaldamento globale è urgentissimo.

Rischiamo seriamente quella "transizione verso un pianeta diverso" di cui Hansen ha parlato spesso. Non so cosa ne pensate voi, ma a me il pianeta piace così com'è, e non ne vorrei un altro.
maggiori approfondimenti qui
http://dotearth.blogs.nytimes.com/2009/06/23/hansen-of-nasa-arrested-in-coal-country/?hp

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Fumare fa male

di Lombo1964 (26/02/2009 - 10:56)


Fumare fa male, lo sappiamo da tempo, lo Stato ce lo dice con una scritta chiara sui pacchetti di sigarette e con campagne mirate, del resto come dice l’art. 32 della Costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Vero che d’altra parte lo Stato incassa tanti soldi con le tasse sulle sigarette, ma nessuno, al giorno d’oggi, si sognerebbe di negare che fumare fa male. Non era così molti anni fa, sotto la pressione della lobby del tabacco si negava che il fumo facesse male e, si sa, l’uomo è comprabile e  così si trovavano pubblicità come vedete nelle locandine a fianco.

Ma fumare fa male anche all’atmosfera, non il fumo delle sigarette infatti, poca cosa rispetto ai “fumi” dei gas di scarico, e ormai lo sappiamo bene, il riscaldamento globale infatti è inequivocabile ed è molto probabile che la colpa sia delle attività umane, attraverso le emissioni dei gas serra ma anche deforestazione, agricoltura intensiva e cambio di uso del suolo. I dati sono sempre più chiari, anche se restano da stabilire i dettagli, però qualcuno che nega l’evidenza, per ignoranza scientifica, superficialità, interesse personale, perché sarebbe troppo “scomodo” ammettere che il clima si scalda si trova, e si troverà sempre. Così non c’è da stupirsi che, come 4 anni fa quando ci fecimo deridere dalla una delle più autorevoli riviste scientifiche,  al cambio di maggioranza governativa vengano proposti eventi come questo: http://www.21mosecolo.it/sitonew/news/090303.pdf

come ho scritto nel post precedente in democrazia ognuno ha diritto (per ora ) di dire la propria opinione, ci mancherebbe, ma un’opinione è cosa diversa da un fatto e il cambiamento climatico è un fatto che non è né di destra, né di sinistra. Convegni come questo, sono pronto a scommetterci, fra qualche decennio saranno visti allo stesso modo di come noi oggi vediamo questo vecchio spot:


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Come mi illumino di meno

di Lombo1964 (13/02/2009 - 11:49)


Oggi è la giornata del risparmio energetico e dalle 18 si svolge la consueta iniziativa “M'Illumino di Meno” promossa da Caterpillar, la trasmissione di Radio 2 Rai condotta dai simpatici Massimo Cirri e Filippo Solibello. Ho già parlato di come ci illuminiamo fin troppo e di inquinamento luminoso su Appennino Bianco, riportato nel post precedente a questo, ma val la pena di riportalo anche in questo Blog e di aggiungerci qualche cosa.
Un po' di settimane, o forse mesi, fa Weissbach mi ha prestato questo oggetto: è da un po' che gli avevo promesso di pubblicare i dati di una piccola “campagna di misure domestiche”, oggi finalmente ci sono, ecco svelato come mi illumino di meno, non solo oggi ma tutti i giorni:





Nuova lavatrice a doppio attacco acqua fredda/calda (purtroppo riscaldata a gas, ma sempre meglio della “strage termodinamica” del riscaldarla tramite resistenze elettriche; questa lavatrice inoltre, normalmente in commercio, non ha nemmeno resistenza, e lava benissimo anche con i detersivi eco-equo bio che usiamo. Quanto consuma? per un lavaggio soli 0.07 kWh, pari, tenuto conto della media Italiana di 0.53 kgCO2/kWh, a 0.037 kgCO2 a lavaggio. Una lavatrice normale consuma anche oltre 1 kWh a lavaggio emettendo indirettamente oltre mezzo kg di CO2






Lavastoviglie classe A: lo so, qualcuno dice sarebbe meglio lavare a mano, la cosa è dibattuta ma io sono per usare le comodità senza eccedere e senza sprecare; ecco le performance:

  • Lavaggio “strong” consumo 1.70 kWh pari a 0.9 kgCO2 a lavaggio, una vera strage, meglio non usarlo
  • Lavaggio normale: consumo  1.47 kWh pari a 0.78 kgCO2 a lavaggio
  • Lavaggio “eco”: nonostante la maggiore durata il consumo si riduce a 0.89 kWh pari a 0.47 kgCO2, una bella riduzione non c'è che dire.
  • Lavaggio breve 30 minuti: ottima performance,  0.7 kWh pari a 0.53 kgCO2 a lavaggio, però va bene con non troppe stoviglie non troppo sporche.
Televisione 28” a tradizionale tubo catodico (non ho TV nuova generazione e finche va me la tengo, l'ho anche riparata nonostante il riparatore mi disse che forse non conveniva): 3 ore accesa e non sempre guardata, come avviene in molte famiglie, fanno 0.22 kWh pari a 0.12 kgCO2, sembra poco ma se moltiplico per 365 giorni, fanno 80 kWh pari a 40 kgCO2.

La strage degli stand by: ho controllato l'HiTech del Salotto, composto da TV lasciato in standBy, VCR, Satellite,lettore DVD e stereo, spenti ma con l'orologio attivo, apparecchi che tra l'altro non è facile staccare perchè perdono la memoria. Vera strage dicevo: se lasciati 24 ore così fanno la bellezza di 0.32 kWh pari a 0.17 kgCO2, in un anno quindi sarebbero 116 kWh pari a 62 kgCO2, più di quanto si consuma con la lavastoviglie o la lavatrice, probabilmente.

In compenso non mi farei troppi problemi con il phon: una asciugatura di capelli ha faticato a far scattare la risoluzione minima di 0.01 kWh, è vero che il phon consuma molto, ma per tempo molto breve. Ciò nonostante, quando la stagione (e la salute) lo consente i capelli li lascio ad asciugare all'aria, che asciuga gratis, anche i panni (niente e al bando l'asciugatrice).

Weissbach si è misurato il consumo della macchina del pane, io della yoghurtiera: 7 ore di yogurt con yoghurtiera fanno 0.06 kWh, non molto forse ma nemmeno da trascurare: quasi quanto la lavatrice nuova generazione.

Pochi problemi il cordless e il ricaricatore del cellulare: in una notte il contatore non si è mosso, ma non sempre è così

Grazie a questi controlli spero di fare ancor meglio, dopo che le “buone pratiche” han fatto si che i gestori di gas e luce mi verificassero i contatori o chiamassero per chiedere chiarimenti.

Ma  oggi è la giornata di M'Illumino di meno, ecco quindi come mi sintonizzo per ascolare caterpillar: radio solare e a manovella!

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Sgravi 55% sul risparmio energetico

di Lombo1964 (01/12/2008 - 22:14)

CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE

Naturalmente non ci sono parole per commentare una scellerata notizia come questa che era nell'aria, seppur con vaghi dettagli, e ora da questo comunicato ANIT appare intera nella sua gravità: se c'erano dei dubbi che stiamo toccando il fondo e che non abbiamo molte speranze eccole: se non altro gridiamolo a gran voce dove e come possiamo, a partir da ogni blog o pagina o giornale dove ognuno di noi ha spazio.
In particolare da quanto ho capito dal decreto (odio la burocrazia) e dalle notizie radio-TV i punti peggiorativi sono
1) un tetto di spesa nazionale facilmente superabile
2) il decreto è retroattivo (anche per chi già ha fatto gli interv
enti si applicano le nuove norme)
3) va fatta una domanda e vige, udite udite, il silenzio-rifiuto se non si riceve risposta entro 30 gg

Un simile provvedimento va in controtendenza non solo nella difesa del clima e nel risparmio energetico ma anche nella "new deal verde" che rappresenta un'opportunità anche per imprese, commercio, e lavoro, oltre ad allontanarci sempre più dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto.


notizie anche qui
http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/sgravi-fiscali-difficili/sgravi-fiscali-difficili.html
Luca Lombroso, www.lombroso.it


comunicato ANIT www.anit.it


STOP AGLI SGRAVI AL 55%



E' con profonda delusione che apprendiamo dal sito del Governo, la manovra anticrisi approvata con Decreto Legge n.185 in data 28/11/2008, che rende più difficile e meno efficace l'accesso agli sgravi al 55% per gli interventi di riqualific azione energetica sugli edifici per il 2008-2009-2010.

Non condividiamo né comprendiamo questo tipo di provvedimento che a soli 2 anni dalla sua entrata in vigore, aveva permesso a più di 200 mila, tra aziende e privati, di fare qualcosa nel concreto, per risparmiare energia e rispettare gli impegni presi con il Protocollo di Kyoto.

Ci uniamo al coro di dissenso di Associazioni ed Enti contro un provvedimento che proprio non ci voleva!
ANIT s'impegna a chiedere al governo spiegazioni e l'immediata cancellazione dell'art. 29 inerente gli sgravi.

Il testo completo scaricabile dal sito ANIT. ( http://www.anit.it/pdf/normativa/Incentivi/dl_185-08_art29.pdf)

Invitiamo i nostri sostenitori ad inviare una richiesta di spiegazioni sul decreto compilando l'apposito modulo dal sito del Governo Italiano. ( http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp)


 
ANIT - Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e acustico

www.anit.it

UPDATE: è stata aperta una sottoscrizione on line al sito: http://firmiamo.it/decretoleggen185art29noallaretroattivit

Sign for Decreto Legge n° 185, art. 29 no alla retroattività


 

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