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Categoria Inquinamento
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Nulla si crea...

di Lombo1964 (28/08/2009 - 11:16)

...e nulla si distrugge. tutto si trasforma: e talvolta in qualcosa di peggio:

"Grazie alla pioggia è migliorata la qualità dell'aria": ma dove vanno a finire gli inquinanti quando sono rimossi dall'atmosfera, o quando non si accumulano ma si disperdono o depositano al suolo?

ecco le strade di Modena mercoledì 26 agosto scorso dopo un breve acquazzone estivo. Strade come insaponate (un piacere in bicicletta!) dalle polveri e dallo smog depositato da giorni e giorni di caldo e sole e assenza precipitazioni.

 

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Aria insalubre nella Dirty Po Valley

di Lombo1964 (03/03/2009 - 09:53)


Oggi ho mal di gola e la voce completamente rauca, quasi afona: il commento di chi incontro è spesso "hai preso del freddo?" la mia risposta invece è "no, ho respirato aria inquinata, anzi insalubre".

Il cambiamento climatico è sicuramente un problema urgente, ma non meno urgente e forse ultimamente troppo dimenticato dai "media" il problema dell'inquinamento urbano, in particolare in quella che è chiamata la "dirty Po Valley", ovvero "la sporca pianura padana", una delle aree più inquinate del mondo.
Dalle nostre parti si usa dire "aria scadente", in USA si dice invece, senza mezzi termini e senza paura di "spaventare" come dicono le nostre autorità "aria insalubre". Come vedete dalla foto, del cartello presente al Parco Sequoia in California il 23 agosto 2006.

In questi giorni di inizio marzo, e già da fine febbraio, i livelli di inquinamento sono veramente alti, cito il caso di Modena, dove vivo, che ieri, nonostante le pioggerelle, ha registrato un incredibile valore di 143 μ/m3 di PM 10 e ben 72 di PM2.5 (addirittura 83 a Mirandola). Da oltre 10 giorni i valori sono ben oltre i 50 μ/m3 di limite di legge e con oggi su 61 giorni trascorsi da inizio anno si sono già raggiunti i 35 giorni di "bonus" di superamento, nel silenzio più generale. Notare che quest'anno non si può dare la colpa alle condizioni meteo, che hanno visto circa una ventina di giorni di precipitazioni, ben più di quanto avviene in media e di quanto avvenuto negli ultimi inverni e in quelli più siccitosi. E, da un lato, la crisi economica dovrebbe iniziare a favorire, se non altro e fra tante cose negative, una riduzione di consumi energetici e di uso dell'auto e un miglioramento dell'inquinamento.
dove trovare i dati di inquinamento? i dati ci sono, in rete, pubblici ma spesso ben nascosti, come nel caso dei dati meteo spesso confusi in mezzo ad altri dati e in siti diversi da regione a regione: sarebbe troppo lungo elencarli tutti, ma eccone alcuni:


Come si vede il problema è generale, pur con alcune differenze, e riguarda l'intero bacino padano, come ben sappiamo "dirty Po Valley". Le misure antismog sono senz'altro un primo passo, non inutile (talvolta iniquo, vedi penalizzazione vecchie auto) ma assolutamente insufficiente. Occorre molto di più e su tutti i fronti: auto, riscaldamenti domestici, agricoltura, energia, industria ed anche rifiuti, responsabili nel loro ciclo del 9% delle emissioni di PM10 (fonte: ISTAT/APAT). Insomma, non serve come è di moda ultimamente trovare il capro espriatorio o la "soluzione magica" stile demagogia populistica del nucleare.

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E l’ultimo, spenga la luce!

di Lombo1964 (24/11/2008 - 18:43)


Al gran premio di Singapore di F1, in notturna, furono usati 1480 fari da 2 kW l’uno: la bellezza di 3 MW, vale a dire, nell’arco di un GP, prove, e contorni almeno una decina, forse più, di MWh, il consumo di qualche famiglia pari ad alcune tonnellate di CO2: forse non tanto in termini assoluti, ma sicuramente un segnale diseducativo, come diseducative di fronte a tante iniziative di “sviluppo sostenibile” sono le luci dello stadio di Modena accese di pomeriggio in occasione di una partita di calcio. E non era nemmeno un pomeriggio buio, e non è nemmeno la prima volta che succede.

Ma un GP, una partita, una gara di sci, si possono benissimo svolgere di giorno: chiaro, l’eccezione si può accettare, che so la finalissima o qualche evento, ma se notti bianche e fari a tutta birra diventano l’ordinarietà ecco che c’è qualcosa che non va, dato che la luce del giorno è oltre che ecologica gratuita!

 

Inquinamento luminoso è anche inquinamento energetico ma soprattutto ha fatto perdere all’uomo la capacità di osservare il cielo. Ammirando la volta celeste al planetario qualche giorno fa mi è venuto a mente quando, a Ventotene, splendida isola per fortuna priva o quasi di auto e con un'ampia zona ancora "ruspante", un turista di sera guardare il cielo e dirmi: ma è nuvoloso, le previsioni davano sereno! la mia risposta fu: "no, guardi, quella è la via lattea!"



Fino a non molto tempo fa qualche chance di osservare il cielo c’era nel nostro bell’Appennino, spiace ora notare come anche qui le cose velocemente peggiorino, perfino in vetta alla nostra più alta montagna, dove gli amici Anna e Sergio stanno conducendo una giusta “battaglia” contro fari e musica a tutto volume. L'Appennino è uno dei pochi posti da cui ancora si poteva ammirare il cielo stellato, sia per un astronomo o astrofilo che per un meteorologo che scruta le nubi, ma anche perchè no per una passeggiata romantica. E' un peccato vedere che le condizioni stanno rapidamente diventando quelle di una città: caos, traffico, luci eccessive, musica ad alto volume... se la gente va in montagna è anche e soprattutto per fuggire da tutto questo, se ci ritroviamo negli stessi problemi delle città, beh depauperiamo proprio la nostra risorsa principale: l'ambiente.

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I pupazzi di neve e di smog 2 - istruzioni

di Lombo1964 (21/01/2008 - 21:52)

 

Per fare un buon pupazzo di neve occorre neve alla giusta temperatura, che cada a circa 0°C, non troppo freddo altrimenti la neve farinosa si sbriciola quando la compattiamo, non troppo mite altrimenti la neve acquosa forma una poltiglia che rende difficile formare la testa del pupazzo e legarla al pupazzo stesso. Esistono precise istruzioni per costruire un pupazzo di neve, che possiamo riassumere in quanto segue. Materiale necessario: una nevicata di almeno 5 cm, preferibilmente oltre i 10 cm, con temperatura attorno a 0°C. Una pala per muovere la neve. Guanti, berretto e giacca a vento. Una carota per il naso. 2 bottoni per gli occhi. Una patata per la bocca. Un vecchio cappello da mettere in testa. Una scopa da mettergli in mano. A piacere, altri elementi decorativi. Informarsi dalle previsioni meteo.

Istruzioni: Testare la neve e verificare che compatti facilmente. Formare una grossa passa, per ingrandirla potete farla rotolare nella neve stessa. Darle una forma allungata, metterla in verticale. Formare un’altra palla un po’ meno grande per la testa, arrotolarla nella neve per ingrandirla, quando è al punto giusto appoggiarla sopra al corpo. Se fa freddo, potete mettere un po’ di acqua fra un pezzo e l’altro, aiuta la tenuta. Altrimenti formare un piccolo incavo. Formare il pupazzo come più piace (magro, grassottello, obeso, ecc.). Compattare bene la neve, eventualmente inumidirla in modo che geli (verificare però siano previste gelate). Eventualmente con rami o stecchi fargli un supporto per evitare crolli col tepore diurno. Posizionare carota, patata, bottoni, cappello, scopa e ogni altro elemento decorativo a piacere. Lasciare riposare il pupazzo.

Ora, veniamo alle dolenti note: lo scorso inverno (il 2006/07) è stato un inverno terribile per i pupazzari. Anche questo non è iniziato nel migliore dei modi, salvo, finora, l'effimera nevicata del 3-4 gennaio (per la pianura).

Ma, neve o non neve, è un altro il vero problema che attanaglia le città. L’inquinamento. La pianura Padana è una delle zone più inquinate del mondo e Milano non ne sfugge, soffocata da milioni di autoveicoli. Poco contano misure antismog e veicoli più puliti se nel frattempo le auto e i camion passano da 20000000 nel 1980 a quasi 40 milioni ai giorni nostri come ci dice l’ISTAT. E allora, poco c’è da stupirsi se a Milano sono stati oltre 70 i giorni del 2007 in cui si sono superati i limiti di legge delle polveri fini, le PM10. Non va meglio in altre zone della Lombardia, incluse zone rurali 8le poche che resistono alla cementificazione selvaggia), ma anche Modena, Verona, e Bologna, tanto per dirne alcune, soffocano nella stessa situazione. L’Unione Europea ci consente già forse fin troppo: potremmo superare 35 volte all’anno il limite di 50 microgrammi al metro cubo. A me (giustamente) nessuno consente di superare il limite di velocità, nemmeno una volta. Sto attento, adotto guida prudente ed ecocompatibile ed evito così 400 kg di CO2, oltre a viaggiare più sicuro e risparmiare 500 euro all’anno, ma 1 volta, dico una, che mi è scivolato il piede sull’acceleratore ecco arrivare la fatidica multa, giusta,c he senza fiatare ho pagato. Curioso che se invece sono le nostre città a superare i limiti nessuno fa e dice niente, va tutto bene: l’economia deve girare.

E allora, che facciamo? Bè, magra consolazione, se non nevica, invece di pupazzi di neve, faremo pupazzi di smog.

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La più grande pupazza di neve

di Lombo1964 (23/12/2007 - 21:06)


Nel Main, già detentori del record del più alto pupazzo di neve, si apprestano a fare il bis, questa volta con una "pupazza di neve", leggi qui

 

 

Noi, invece, nell'attesa della neve e del freddo che non arriva, continuiamo a fare pupazzi di smog, con questi valori di inquinamento da PM10:

 

 13/1214/1215/1216/1217/1218/1219/1220/1221/1222/12
Piacenza
47 58 38 51 47 69 65 63    
Parma
60 55 36 36 46 62 59 75    
Reggio nell'Emilia
81 71 42 44 56 70 73 90    
Modena
93 58 30 37 38 50 67 97    
Bologna
49 39 35 36 46 48 49 48    
Imola
33 27 20 23 35 31 39 35    
Ferrara
87 55 20 24 29 36 60 76    
Ravenna
41 22 14 21 49 30 36 42    
Forlì-Cesena
85 45 39 25 42 56 37 63    
Rimini
55 29 23 23 35 39 48 47  

Ma ne riparleremo alla prima nevicata; vado a finire il mio pupazzo di smog.

 

buon Natale!

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