Nulla si crea...
...e nulla si distrugge. tutto si trasforma: e talvolta in qualcosa di peggio:
"Grazie alla pioggia è migliorata la qualità dell'aria": ma dove vanno a finire gli inquinanti quando sono rimossi dall'atmosfera, o quando non si accumulano ma si disperdono o depositano al suolo?
ecco le strade di Modena mercoledì 26 agosto scorso dopo un breve acquazzone estivo. Strade come insaponate (un piacere in bicicletta!) dalle polveri e dallo smog depositato da giorni e giorni di caldo e sole e assenza precipitazioni.
Aria insalubre nella Dirty Po Valley

Oggi ho mal di gola e la voce completamente rauca, quasi afona: il commento di chi incontro è spesso "hai preso del freddo?" la mia risposta invece è "no, ho respirato aria inquinata, anzi insalubre".
Il cambiamento climatico è sicuramente un problema urgente, ma non meno urgente e forse ultimamente troppo dimenticato dai "media" il problema dell'inquinamento urbano, in particolare in quella che è chiamata la "dirty Po Valley", ovvero "la sporca pianura padana", una delle aree più inquinate del mondo.
Dalle nostre parti si usa dire "aria scadente", in USA si dice invece, senza mezzi termini e senza paura di "spaventare" come dicono le nostre autorità "aria insalubre". Come vedete dalla foto, del cartello presente al Parco Sequoia in California il 23 agosto 2006.
In questi giorni di inizio marzo, e già da fine febbraio, i livelli di inquinamento sono veramente alti, cito il caso di Modena, dove vivo, che ieri, nonostante le pioggerelle, ha registrato un incredibile valore di 143 μ/m3 di PM 10 e ben 72 di PM2.5 (addirittura 83 a Mirandola). Da oltre 10 giorni i valori sono ben oltre i 50 μ/m3 di limite di legge e con oggi su 61 giorni trascorsi da inizio anno si sono già raggiunti i 35 giorni di "bonus" di superamento, nel silenzio più generale. Notare che quest'anno non si può dare la colpa alle condizioni meteo, che hanno visto circa una ventina di giorni di precipitazioni, ben più di quanto avviene in media e di quanto avvenuto negli ultimi inverni e in quelli più siccitosi. E, da un lato, la crisi economica dovrebbe iniziare a favorire, se non altro e fra tante cose negative, una riduzione di consumi energetici e di uso dell'auto e un miglioramento dell'inquinamento.
dove trovare i dati di inquinamento? i dati ci sono, in rete, pubblici ma spesso ben nascosti, come nel caso dei dati meteo spesso confusi in mezzo ad altri dati e in siti diversi da regione a regione: sarebbe troppo lungo elencarli tutti, ma eccone alcuni:
Come si vede il problema è generale, pur con alcune differenze, e riguarda l'intero bacino padano, come ben sappiamo "dirty Po Valley". Le misure antismog sono senz'altro un primo passo, non inutile (talvolta iniquo, vedi penalizzazione vecchie auto) ma assolutamente insufficiente. Occorre molto di più e su tutti i fronti: auto, riscaldamenti domestici, agricoltura, energia, industria ed anche rifiuti, responsabili nel loro ciclo del 9% delle emissioni di PM10 (fonte: ISTAT/APAT). Insomma, non serve come è di moda ultimamente trovare il capro espriatorio o la "soluzione magica" stile demagogia populistica del nucleare.




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