discorso show di Hugo Chavez a Copenhagen
In questo video di un discorso, tenuto a Copenhagen durante un evento esterno alla COP15, Hugo Chavez parla a ruota libera: lancia Evo Morales discendente degli Indios come candidato di una 5° internazionale socialista, ma accusa anche pesantemente gli Stati Uniti, con l’appoggio dell’Olanda, di preparare un attacco al Venezuela e di tenere la 4° flotta in acque territorio Venezuelane. Ma a parte lo show del comizio, Chavez ripete molte delle cose dette alla Plenaria della Conferenza delle Parti: che i paesi ricchi stanno manipolando la riunione, che l’uomo si comporta peggio della “cucaracia” (lo scarafaggio), che si discute di sesso degli angeli e che la fame che uccide milioni di bambini. L’analfabetismo che colpisce i paesi poveri, ecc e che la responsabilità di tutto questo ha un solo nome: il capitalismo. Dice che Cristo era nato Marxista e che non dobbiamo cambiare il clima ma il sistema. (in plenaria alla COP aggiunse la frase storica “se il clima fosse una banca l’avrebbero già salvato”). Lancia anche una 5° internazionale socialista con (dichiarazione non registrata) leader Evo Morales, discendente diretto degli Indios, invocando eroi della lotta contro il colonialismo e della lotta rivoluzionaria latino Americana. Un vero show, forte e non condivisibile in alcuni passaggi ma che è un documento straordinario che credo sia giusto divulgare per una corretta e completa informazione di cosa realmente accaduto a Copenhagen. In sostanza, già dal pomeriggio del 18 dicembre, quando gli “osservatori” delle ONG non sono più stati ammessi al Bella Center, da questo evento in cui mi sono imbattuto per caso, emergeva chiaro che non era la Cina l’ostacolo nelle trattative ma i paesi latino-americani ed altri paesi in via di sviluppo. Paesi che sono stanchi di essere sfruttati e che, come dice Evo Morales in quest’altro video, si tengono, nazionalizzandole, le loro risorse. La notte seguente Chavez tiene il suo discorso in plenaria e credo non a caso, subito dopo il suo intervento dove ripete la pesante affermazione, che non condivido, di “Obama premio Nobel della Guerra”,. La plenaria viene sospesa temporaneamente dal Presidente.
Il giorno dopo, l’ultimo giorno della Conferenza, a giochi apparentemente fatti e con i giornali italiani on line che già titolavano dell’accordo fra USA, Cina e altri paesi, accordo che in sostanza tagliava fuori l’Europa, al momento dell’approvazione del documento i delegati dei paesi dell’Alleanza “ALBA”, alzavano la voce, insieme a Tuvalo, e fra le altre cose, come documentato dai vari web cast della lunga notte del 18-19, la discussione si anima:
· Il Venezuela esprime indignazione che escono 2 documenti illegittimi, e che un accordo internazionale non può essere imposto da un gruppo limitato di paesi “rappresentativi”, un fatto che rappresenta un colpo di stato alla Carta delle Nazioni Unite
· La Bolivia si dice sorpresa e offesa dalla metodologia per la stesura del documento dando un’ora per avere una risposta ai paesi in via di sviluppo
· Cuba protesta per la conduzione della conferenza, in quanto il presidente chiama un “gruppo di leader rappresentativi”, violando la Carta delle Nazioni Unite, ed esprima protesta e preoccupazione per la negazione dell’accesso alle NGO-ONG a questa conferenza.
· Il Nicaragua legge un documento facendo presente che un gruppo di paesi (Bolivia, Cuba, Ecuador, Nicaragua, repubblica Boliveriana di Venezuela) ha scritto all’ONU e all’UNFCCC per esprimere profonda protesta sulla conduzione della conferenza.
Alla fine, i paesi latino-americani hanno ceduto, ottenendo il contentino del cenno alla soglia di 1.5°C messo in fretta nel documento finale del “Copenhagen Accord”. Forse hanno ottenuto poco, ma la mia sensazione è che alcuni paesi si sono stancati che stanno alzando la voce. Il mondo sta cambiando e ancora una volta non ce ne accorgiamo per tempo. Il mondo non è solo USA; UE e Cina ma ci sono altri paesi, e soprattutto c’è la società civile e i giovani. Copenhagen ha deluso molte aspettative, incluso le mie, ma ha dato anche segnali nuovo. Ribadisco la mia meraviglia nello scoprire che non sono solo spettacoli, concerti ed eventi sportivi ad attrarre migliaia di giovani e tenerli incollati di fronte a un video, ma anche le questioni ambientali.



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