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discorso show di Hugo Chavez a Copenhagen

di Lombo1964 (28/12/2009 - 12:38)

In questo video di un discorso, tenuto a Copenhagen durante un evento esterno alla COP15, Hugo Chavez parla a ruota libera: lancia Evo Morales discendente degli Indios  come candidato di una 5° internazionale socialista, ma accusa anche pesantemente gli Stati Uniti, con l’appoggio dell’Olanda, di preparare un attacco al Venezuela e di tenere la 4° flotta in acque territorio Venezuelane. Ma a parte lo show del comizio, Chavez ripete molte delle cose dette alla Plenaria della Conferenza delle Parti: che i paesi ricchi stanno manipolando la riunione, che l’uomo si comporta peggio della “cucaracia” (lo scarafaggio), che si discute di sesso degli angeli e che la fame che uccide milioni di bambini. L’analfabetismo che colpisce i paesi poveri, ecc e che la responsabilità di tutto questo ha un solo nome: il capitalismo. Dice che Cristo era nato Marxista e che non dobbiamo cambiare il clima ma il sistema. (in plenaria alla COP aggiunse la frase storica “se il clima fosse una banca l’avrebbero già salvato”).  Lancia anche una 5° internazionale socialista con  (dichiarazione non registrata) leader Evo Morales, discendente diretto degli Indios, invocando eroi della lotta contro il colonialismo e della lotta rivoluzionaria latino Americana. Un vero show, forte e non condivisibile in alcuni passaggi ma che è un documento straordinario che credo sia giusto divulgare per una corretta e completa informazione di cosa realmente accaduto a Copenhagen. In sostanza, già dal pomeriggio del 18 dicembre, quando gli “osservatori” delle ONG non sono più stati ammessi al Bella Center, da questo evento in cui mi sono imbattuto per caso, emergeva chiaro che non era la Cina l’ostacolo nelle trattative ma i paesi latino-americani ed altri paesi in via di sviluppo. Paesi che sono stanchi di essere sfruttati e che, come dice Evo Morales in quest’altro video, si tengono, nazionalizzandole, le loro risorse. La notte seguente Chavez tiene il suo discorso in plenaria e credo non a caso, subito dopo il suo intervento dove ripete la pesante affermazione, che non condivido, di “Obama premio Nobel della Guerra”,. La plenaria viene sospesa temporaneamente dal Presidente.

Il giorno dopo, l’ultimo giorno della Conferenza, a giochi apparentemente fatti e con i giornali italiani on line che già titolavano dell’accordo fra USA, Cina e altri paesi, accordo che in sostanza tagliava fuori l’Europa, al momento dell’approvazione del documento i delegati dei paesi dell’Alleanza “ALBA”, alzavano la voce, insieme a Tuvalo, e fra le altre cose, come documentato dai vari web cast della lunga notte del 18-19, la discussione si anima:

·      Il Venezuela esprime indignazione che escono 2 documenti illegittimi, e che un accordo internazionale non può essere imposto da un gruppo limitato di paesi “rappresentativi”, un fatto che rappresenta   un colpo di stato alla Carta delle Nazioni Unite

·      La Bolivia si dice sorpresa e offesa dalla metodologia per la stesura del documento dando un’ora per avere una risposta ai paesi in via di sviluppo

·      Cuba protesta per la conduzione della conferenza, in quanto il presidente  chiama un “gruppo di leader rappresentativi”,   violando la Carta delle Nazioni Unite, ed esprima protesta e preoccupazione per la negazione dell’accesso alle NGO-ONG a questa conferenza.

·      Il Nicaragua legge un documento  facendo presente che un gruppo di paesi (Bolivia, Cuba, Ecuador, Nicaragua, repubblica Boliveriana di Venezuela) ha scritto all’ONU e all’UNFCCC per esprimere profonda protesta sulla conduzione della conferenza.

Alla fine, i paesi latino-americani hanno ceduto, ottenendo il contentino del cenno alla soglia di 1.5°C messo in fretta nel documento finale del “Copenhagen Accord”. Forse hanno ottenuto poco, ma la mia sensazione è che alcuni paesi si sono stancati che stanno alzando la voce. Il mondo sta cambiando e ancora una volta non ce ne accorgiamo per tempo. Il mondo non è solo USA; UE e Cina ma ci sono altri paesi, e soprattutto c’è la società civile e i giovani. Copenhagen ha deluso molte aspettative, incluso le mie, ma ha dato anche segnali nuovo. Ribadisco    la mia meraviglia nello scoprire che non sono solo spettacoli, concerti ed eventi sportivi ad attrarre migliaia di giovani e tenerli incollati di fronte a un video, ma anche le questioni ambientali.

 


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Alluvione di Natale

di Lombo1964 (26/12/2009 - 08:54)


 

 

Una situazione del genere, penso, non si era mai vista in passato: nel giro di pochi giorni si è passati da un’ondata di freddo piuttosto anomala, ma non da record, ad una straordinaria ondata di caldo associata a forti piogge  in montagna con repentina fusione della neve caduta i giorni precedenti. E, beffardamente, proprio la notte di Natale.  Una perturbazione veramente cattiva e beffarda, verrebbe da dire, ma tutto previsto e prevedibile. Mai come in questa circostanza speravo di sbagliare previsione. Invece no, puntuale, dopo il gelicidio è arrivata, inaspettata ma, ripeto, non imprevista, l’emergenza fiumi.

Qualche dato rende l’idea della straordinarietà della situazione. Straordinarietà, ma non eccezionalità e il motivo è semplice: il clima è in inequivocabile cambiamento e avvengono sempre più spesso fenomeni nuovi, “a sorpresa”. Col clima in cambiamento più che al passato dobbiamo guardare al futuro,  preparandoci per tempo, pianificando e dimensionando la nostra società, le case, le strade, le aree industriali e commerciali e le infrastrutture non solo in base al passato ma anche tenendo conto degli scenari futuri. Ma questo praticamente mai viene fatto: costa troppo e non è previsto dalle leggi attuali. Eccezionale non è  l’evento meteo ma  il maltrattamento dell’aria, ma anche dell’acqua, del suolo e del territorio, sottoposto a una selvaggia cementificazione che strappa al fiume il suo spazio vitale.

I dati meteo dell’alluvione

Vediamo dunque alcuni dati: Modena Osservatorio  ha segnato una temperatura massima di 7.9°C, con un’escursione termica di circa 16°C da lunedì scorso. La mia stazione personale di Migliarina da una minima di -12.9°C sabato scorso 19 dicembre è balzata a una massima il giorno di Natale di 8.6°C, uno aumento di 21.5 in pochi giorni. A Zocca osservo uno sbalzo da -9.5°C sabato scorso a +13.2°C oggi, ben 22.7°C di escursione e a Canevare di Fanano, presso l’Agriturismo del Cimone, da -11.4°C a +10.9°C. Record, probabilmente,a Pavullo aeroporto, da -18.2°C il 20.12 a +13°C la vigilia di Natale, con una escursione di 31.4°C in pochi giorni. Moderate   le piogge in pianura, 15-20 mm sommate ad altrettanti di neve fusa, ma abbondanti in montagna, specie nel bacino del Secchia nell’Appennino Reggiano dove alcune stazioni (Fonte sito ARPA E.R) hanno registrato, come all’Alpe di Succiso, oltre 300 mm in 48, a cui si aggiunge l’acqua proveniente dalla improvvisa e velocissima fusione della neve di quasi un metro di neve. Un evento più tipico della primavera che non dell’inverno, probabilmente mai avvenuto con questa intensità e velocità almeno negli ultimi 200 anni. Peraltro, livelli e portate, oltre 10 m di altezza del Secchia e circa 740 m3/s a Ponte Alto, sono paragonabili a quelle delle grandi alluvioni del 1966, 1972 e 1973.

 

Cosa succederà nei prossimi giorni?

Le previsioni vedono un nuovo veloce peggioramento nella sera di S.Stefano, sabato 26.12, quando un veloce ciclone passa sul Tirreno, che porterà, ma solo temporaneamente, una nevicata in Appennino, 5-20 cm sul crinale ma con neve fino alla bassa collina e, deboli piogge in pianura. Altrettanto velocemente domenica 27.12 al mattino il tempo migliora e anche lunedì 28.12 è una giornata discreta, con lievi gelate mattutine ma non particolarmente fredda. Purtroppo però ben presto inizierà ad avvertirsi, in montagna, il vento da sudovest caldo rinforzare a causa dell’azione di una profonda depressione  stazionaria a ovest della Spagna, con piogge in Appennino. Da martedì 29.12 a giovedì 31 soffieranno quasi costantemente venti caldi in montagna e si susseguiranno veloci e dinamiche perturbazioni, tutte piovose in quanto lo zero termico balzerà di nuovo a 2200-2500 m circa. In sostanza si alterneranno alcune ore di pioggia debole-moderata in montagna e irregolare in pianura a pause di variabilità, con una perturbazione piovosa anche in quota più attiva proprio l’ultimo giorno dell’anno, anche se per fortuna meno intensa di quella della notte di Natale. Un po’ più freddo a inizio anno, ma con evoluzione ancora incerta.

In vent’anni di attività di previsione non ho mai visto nulla di simile, e probabilmente Modena ed anche Reggio Emilia mai hanno vissuto simili estreme situazioni: in pochi giorni temperature a doppia cifra ribaltate di segno, da -10,-12 agli stessi valori col segno positivo e sotto situazioni perturbate, con la neve che arriva improvvisa e poi altrettanto velocemente se ne va.

 

Guarda caso, fra gli scenari dei cambiamenti climatici compaiono anche eventi come questo: le ondate di freddo non scompaiono del tutto, ma diventano meno frequenti del passato e meno intense, seguite talvolta da repentina fusione di neve e ghiaccio; pochi anni fa era successo in Norvegia a febbraio, ora tocca a noi, proprio a Natale. E’ naturale che si resti disorientati, che taluni pensino “ma dove è finito il riscaldamento globale”: purtroppo è sempre qui, ovvio che si resta disorientati e difficilmente si percepisce da un lato la differenza fra tempo e clima (“climate is what you expect weather whato you get”). C’è molto di che rifletterci e perciò penso che prima di tutto occorra prevenire e informare su cosa ci aspetta nei prossimi giorni.

Il cittadino deve fare la sua parte, a partire dal saper rinunciare, se necessario, all’uso dell’auto e dall’essere consapevole che non siamo onnipotenti solo grazie a soldi e tecnologia e che in certe condizioni disagi, soprattutto nei trasporti, sono inevitabili.  Non dimentichiamo che treni ed anche strade sono spesso in difficoltà in condizioni meteo normali sia per inefficienze sia perché ci muoviamo molto di più del passato, figuriamoci dunque col maltempo.

Le autorità devono però migliorare   il sistema di allertamento e informazione ufficiale per la cittadinanza, sostanzialmente  assente o comunque carente. Devono pianificare meglio le nostre città, con più servizi di prossimità, evitando spostamenti obbligati per fare shopping, andare al cinema, o usufruire dei servizi pubblici. Cinema multisala, centri commerciali, grossi poli scolastici, ecc sono vere e proprie “calamite del traffico”.  Chi governa, localmente o a livello centrale, dovrebbe soprattutto riflettere sul medio e lungo termine e pianificare di conseguenza: da tempo si sa a cosa si va incontro, ma non ci siamo preparati non solo nel mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ma nemmeno sull’adattamento, ovvero su migliorare la prevenzione di eventi che sono solo in parte calamità naturali, in quanto le cause del loro aumento di intensità e frequenza sono probabilmente antropiche e i cui danni sono accentuati dall’incuria dell’uomo.

Da un libro di storia locale di Campogalliano trovo questa frase quanto mai di attualità oggi che si pensa solo a Cispadana, Modena-Sassuolo, autodromo e digitale terrestre

 

“se si vuole veramente la ripresa economica, se si vogliono determinare nuove possibilità di occupazione, se si vuole avere garanzia per l’aumento della produttività e quindi del reddito nazionale e il benessere delle popolazioni, le scelte da farsi in primo luogo sono quelle della difesa da così vaste ondate di piena dei fiumi e non la televisione a colori o le autostrade

 

Domenico Pietri, Sindaco di Campogalliano,

nel 1972 dopo una grande piena del Secchia.

 

 

 

Luca Lombroso, 26 dicembre 2009.

 

 

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Bufera di neve a Modena, e a Copenhagen non è finita!

di Lombo1964 (19/12/2009 - 07:38)


Mentre qui a Copenhagen ferve una accesa discussione fra il nuovo neonato blocco latino-Americano di Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Ecuador, che contestano i metodi adottati da USA, Unione Europea, e Cina per approvare il documento finale, è in corso una straordinaria nevicata su Modena, ma in generale su quasi tutta l’Emilia Romagna.

 La neve ha iniziato a cadere, puntuale, nel tardo pomeriggio di venerdì con una temperatura presso l’Osservatorio di -0.8, in condizioni situazioni simili a quelle della “tormenta di Santa Lucia 2001”, che però fu più breve. La nevicata si è poi intensificata per lo spostamento della depressione Tirrenica nevosa “Uwe” verso il medio alto Adriatico nell’odierna mattinata: tale configurazione è classica per intense precipitazioni e in più ora si assiste a una notevole anomalia meteo climatica: un possente anticiclone sulla Scandinavia alimenta “Uwe”  con  aria molto fredda di origine artica, ma viceversa al Polo Nord   arriva aria mite  tanto che si registra addirittura una temperatura attorno a zero gradi a Capo Nord.  Nelle ultime  ore, con l’intensificarsi di una vera e propria tempesta di neve, quasi un “blizzard”, a Modena la temperatura è scesa sui -4°C,   e continuano nevose fino al piano, per attenuarsi nel corso della  mattinata. La stima preliminare della neve caduta è sui 20-25 cm, con accumuli molto irregolari di neve ventata farinosa tipica delle zone di alta montagna. Non tarderà per fortuna ad   arrivare il miglioramento, a causa dell’allontanamento della depressione verso sud est. Domenica sarà una giornata di intervallo, ma molto gelida,  con temperature minime in crollo anche a -10, -15°C e forse anche meno in aperta campagna, toccando valori che non si registravano, a Modena, dal 1991, ma il punto su eventuali “record” si potrà fare solo a fine evento; quasi senz’altro sia sabato che domenica saranno “giornate di ghiaccio”, o di “gelo senza disgelo”, con temperature sotto zero anche nelle massime. Molto difficile comunque sfondare veri valori storici, ma le anomalie saranno notevoli. E poi atteso un nuovo peggioramento lunedì 21.12, ad opera di una massa d’aria mite ed umida: ma dato il gran freddo preesistente potremmo avere una nuova nevicata, seguita da gelicidio e con finale in pioggia.

I giorni seguenti e il periodo natalizio saranno sempre perturbati, ma lo scirocco farà aumentare notevolmente le temperature, proprio per Natale anche 15-20°C oltre i valori di questi giorni, con piogge e probabile mesto addio alla tanta neve caduta, ma anche con rischi idrogeologici per la repentina fusione della neve, sommata alla pioggia che cade.

 

E’ certo disorientate vedere una tempesta di neve mentre si conclude, travagliatamente, la storica conferenza di Copenhagen COP15, ma proprio in un side event sono stati presentati dati che dimostrano come esistono ancora, anche col riscaldamento globale “record freddi”, ma sono molto meno del passato, e ampiamente controbilanciati dai ben più numerosi record caldi, segno di un clima inequivocabilmente sconvolto. Perché poi una bufera così intensa, viene da chiedersi? Posso fare solo ipotesi, per esempio la temperatura del mare Mediterraneo, ancora sui 16°C e il ritiro dei ghiacci, con un ammanco in questi giorni pari a circa 2-3 volte la superficie dell’Italia, non possono non avere ripercussioni indirette sul posizionamento di cicloni e anticicloni. Ad un altro “side event” ho poi proprio chiesto agli autori di un aggiornato studio sul ritiro dei ghiacci polari commissionato da Mr.Al Gore, quali potrebbero essere le ripercussioni sulla circolazione atmosferica e il posizionamento dei grandi centri di azione. Gli autori hanno risposto che è un punto importante, da approfondire in vista del 5° rapporto IPCC atteso per il 2012.

D’altronde ora da un evento ampiamente “anomalo freddo”, se non straordinario,torniamo alla consueta “anomalia calda” con l’atteso arrivo dello scirocco dai primi giorni della settimana. Quale futuro per questa ormai chiara estremizzazione del clima? Dipende da noi.

Copenhagen si avvia alla conclusione, l’acceso dibattito, con i paesi latino-americani che contestano il non rispetto del regolamento, prosegue a oltranza dalle 4:15 di stanotte anche ora alle 7:04, difficile prevederne la conclusione. Ma Copenhagen in questi giorni è anche “Hopenhagen”, con giovani attaccati a megaschermi in saloni appositamente organizzati e famiglie con ragazzi provenienti da ovunque a seguire, incredibile, un dibattito delle Nazioni unite, preoccupati per il loro futuro e in nome della “giustizia climatica”. Copenhagen non è finita ancor ora (7:37) ma comunque vada non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per un nuovo mondo: quello dei giovani.







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Interviste a C6.tv da hopenhagen

di Lombo1964 (19/12/2009 - 00:20)

due interviste, andate in onda giovedì pomeriggio so www.c6.tv da Copenhagen, che è sempre più Hopenhagen, un punto di partenza e non di arrivo


Copenaghen. "Qui si sta metteno in discussione un modello di sviluppo, cambiarlo rappresenta una rivoluzione. Spero che questa avvenga perché l'abbiamo voluta e non solo perché siamo stati costretti dagli eventi." Luca Lombroso, metereologo. Servizio di Claudia Bellante.


Copenaghen. A poche ore dalla conclusione del vertice abbiamo incontrato Luca Lombroso, metereologo, per farci raccontare gli importanti e significativi eventi a cui ha partecipato in questi giorni. Dalle sue parole, le previsioni sulla conclusione della conferenza, non sembrano così negative. Servizio di Claudia Bellante

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news last minute da Copenhagen

di Lombo1964 (18/12/2009 - 15:47)


news last minute da Copenhagen: come avevo intuito ieri, partecipando casualmente a una manifestazione a cui hanno preso parte Evo Morales e Ugo Chavez, oggi i due  in un forte discorso annunciano che non firmano nessun accordo. Non è dunque la Cina l'ostacolo, ma il nuovo fronte latino americano.
ma le trattative proseguono a oltranza. Bisognerà attendere fino a sera o anche a notte, per avere un nuovo testo negoziale.
Personalmente resto realisticamente ottimista: uscirà un accordo, un testo o un documento, forse non perfetto ma importante base per passare entro pochi mesi, forse con una CoP15 bis, a un testo legalmente vincolante.


dal sito ufficiale della COP15:
http://en.cop15.dk/news/view+news?newsid=3056

Finale: Bolivia: Change the capitalist system

President of Bolivia Evo Morales: If there is no agreement at this level, why not tell the people?

Evo Morales, the President of Bolivia, took the floor to express annoyance at the way a climate deal is being thrashed out by a small group of world leaders at the last minute.

"If there is no agreement at this level, why not tell it to the people?" he said from the podium at the plenary meeting in Copenhagen.

"The time has come for everyone. We can't spend days and days here. We have other important issues to deal with," he said, calling for further consultations with the people.

"Who is responsible?" he asked. And concluded "The responsibility lies on the capitalist system - we have to change the capitalist system."

In mia esclusiva una foto dalla manifestazione di ieri:


riproduzione consentita previa citazione della fonte: "Luca Lombroso, www.lombroso.it"

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