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via col vento

di Lombo1964 (06/03/2009 - 18:09)


Non tutto il male vien per nuocere: il ciclone "Berthold" che tanto maltempo sta portando sulla nostra martoriata penisola, con il consueto stillicidio di notizie di frane, allagamenti, nevicate e vento, ha anche portato una bella "sventagliata" sulla Spagna toccando così il nuovo massimo del 40% dell'intera nazione prodotto dall'eolico. 
Un picco di ben 11180  MW (piccola strigliata al Guardian, che sbaglia a scrivere le unità di misura, megawatt si scrive MW e non mw!) nonostante che, dato il vento fin troppo forte, le turbine lavorassero al 69% della loro potenzialità.
Nel mio viaggio in Galizia portai a casa, come ricordo, un sasso ricoperto dal catrame della petroliera Prestige naufragata 3 anni prima di allora, è un sasso che raccoglie curiosità e inquietudine quando lo mostro alle conferenze e soprattutto nelle scuole. "pensate", dissi, "se invece che una petroliera fosse naufragata una uraniera!". Non ho invece pensato di portare a casa un po' di vento, e dire che ce n'era tanto, non a caso si chiama, il posto di questa foto "costa de la muerte", qui naufragarono molti velieri un tempo e non riuscivo quasi ad aprire la portiera dell'auto, e le pale giravano a tutta velocità. 
A proposito di nucleare, ne ho già parlato e sto anche rispolverando i miei vecchi libri di perito nucleare, nessun preconcetto, ma ha fatto il suo tempo, importante momento storico, ma non è successo, come si diceva che "l'energia col nucleare costerà così poco che non converrà nemmeno installare un contatore per farla pagare". Fra i tanti problemi, ci sarebbe anche quello dell'acqua.

Frase storica di conclusione? Nucleare? Preferisco via col vento!


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Rassegna varia articoli e presentazioni

di Lombo1964 (05/03/2009 - 18:17)


Come promesso  a chi mi chiedeva info sui miei interventi, e scusandomi del ritardo, ecco a disposizione alcuni articoli, scritti e presentazioni da convegni e conferenze varie:

E, in particolare, ecco il nuovo articolo pubblicato sulla Rivista Eubios n.26 edita da ANIT Associazione Nazionale Isolamento Termoacustico
"EPPUR SI SCALDA. UNA NEW DEAL PER L’AMBIENTE"


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Aria insalubre nella Dirty Po Valley

di Lombo1964 (03/03/2009 - 09:53)


Oggi ho mal di gola e la voce completamente rauca, quasi afona: il commento di chi incontro è spesso "hai preso del freddo?" la mia risposta invece è "no, ho respirato aria inquinata, anzi insalubre".

Il cambiamento climatico è sicuramente un problema urgente, ma non meno urgente e forse ultimamente troppo dimenticato dai "media" il problema dell'inquinamento urbano, in particolare in quella che è chiamata la "dirty Po Valley", ovvero "la sporca pianura padana", una delle aree più inquinate del mondo.
Dalle nostre parti si usa dire "aria scadente", in USA si dice invece, senza mezzi termini e senza paura di "spaventare" come dicono le nostre autorità "aria insalubre". Come vedete dalla foto, del cartello presente al Parco Sequoia in California il 23 agosto 2006.

In questi giorni di inizio marzo, e già da fine febbraio, i livelli di inquinamento sono veramente alti, cito il caso di Modena, dove vivo, che ieri, nonostante le pioggerelle, ha registrato un incredibile valore di 143 μ/m3 di PM 10 e ben 72 di PM2.5 (addirittura 83 a Mirandola). Da oltre 10 giorni i valori sono ben oltre i 50 μ/m3 di limite di legge e con oggi su 61 giorni trascorsi da inizio anno si sono già raggiunti i 35 giorni di "bonus" di superamento, nel silenzio più generale. Notare che quest'anno non si può dare la colpa alle condizioni meteo, che hanno visto circa una ventina di giorni di precipitazioni, ben più di quanto avviene in media e di quanto avvenuto negli ultimi inverni e in quelli più siccitosi. E, da un lato, la crisi economica dovrebbe iniziare a favorire, se non altro e fra tante cose negative, una riduzione di consumi energetici e di uso dell'auto e un miglioramento dell'inquinamento.
dove trovare i dati di inquinamento? i dati ci sono, in rete, pubblici ma spesso ben nascosti, come nel caso dei dati meteo spesso confusi in mezzo ad altri dati e in siti diversi da regione a regione: sarebbe troppo lungo elencarli tutti, ma eccone alcuni:


Come si vede il problema è generale, pur con alcune differenze, e riguarda l'intero bacino padano, come ben sappiamo "dirty Po Valley". Le misure antismog sono senz'altro un primo passo, non inutile (talvolta iniquo, vedi penalizzazione vecchie auto) ma assolutamente insufficiente. Occorre molto di più e su tutti i fronti: auto, riscaldamenti domestici, agricoltura, energia, industria ed anche rifiuti, responsabili nel loro ciclo del 9% delle emissioni di PM10 (fonte: ISTAT/APAT). Insomma, non serve come è di moda ultimamente trovare il capro espriatorio o la "soluzione magica" stile demagogia populistica del nucleare.

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