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Pane burro acciughe e OGM

di Lombo1964 (27/02/2009 - 09:07)


l'argomento esula un po' dalle tematiche di cui mi occupo, ma un certo legame col clima e con il cambiamento climatico ce l'ha e ancor di più con l'ambiente. Qualche giorno fa in un mercato ho acquistato un vaso di acciughe sott'olio, ottime per un piatto di spaghetti, un'insalata, o anche una semplice fetta di pane (fatto in casa) con un velo di burro e qualche acciuga sopra. Mentre ero già a metà vasetto, e mi gustavo una fetta di pane burro e acciughe, mi salta all'occhio l'etichetta, che solitamente leggo ma in questo caso evidentemente, fidandomi un po' troppo, non l'avevo fatto e noto quel che vedete qui: Ingredienti: filetti di acciughe (52%), olio di semi di soia OGM, sale. Mi è andato di traverso il panino, non che abbia particolari pregiudizi sugli OGM e nemmeno particolare conoscenza del problema, però ritengo, semplicemente, che non ce ne sia bisogno e quindi non vedo perchè diventare schiavi delle multinazionali e rischiare effetti in larga parte, comunque la si metta, sconosciuti. Non servono perchè il problema cibo non è che ce ne sia poco ma che è mal distribuito, si muore di fame in Africa ma si muore di troppa (e cattiva) alimentazione nei paesi ricchi; non servono per il cambiamento climatico perchè la produzione agricola, pochi lo sanno, globalmente aumenterà, e il problema è la diversa distribuzione degli effetti del riscaldamento e del cambio del regime delle piogge che farà si che alcune zone abbiano parziali benefici, principalmente alle latitudini settentrionali, e altre, già in sofferenza, subiscano i danni. Non servono perchè l'agricoltura biologica può aiutare molto di più che la tecnologia ed evitare di passare da schiavi del petrolio e dei suoi produttori a schiavi dei produttori di OGM.
Personalmente, come dicevo, non ho alcun preconcetto contro l'OGM non conoscendo a fondo l'argomento, però, proprio non conoscendolo, rivendico il diritto di non ritrovarmeli, direttamente o indirettamente, nel mio piatto. Anche contro i fast food, che pure frequentavo ma ho smesso, non ho preconcetti, se mi trovo nel deserto affamato e c'è solo un fast food a disposizione, un panino posso pure addentarmelo, ma è l'eccezione, non la regola. Mi è venuto anche il dubbio che sia un errore di stampa e che volessero scrivere “non OGM” e ho provato a cercare di capire e rintracciare il produttore, senza successo. Così ora, siccome queste acciughe, in fondo, sono buone, sono di fronte al dilemma: le mangio, o le butto via?

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Fumare fa male

di Lombo1964 (26/02/2009 - 10:56)


Fumare fa male, lo sappiamo da tempo, lo Stato ce lo dice con una scritta chiara sui pacchetti di sigarette e con campagne mirate, del resto come dice l’art. 32 della Costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Vero che d’altra parte lo Stato incassa tanti soldi con le tasse sulle sigarette, ma nessuno, al giorno d’oggi, si sognerebbe di negare che fumare fa male. Non era così molti anni fa, sotto la pressione della lobby del tabacco si negava che il fumo facesse male e, si sa, l’uomo è comprabile e  così si trovavano pubblicità come vedete nelle locandine a fianco.

Ma fumare fa male anche all’atmosfera, non il fumo delle sigarette infatti, poca cosa rispetto ai “fumi” dei gas di scarico, e ormai lo sappiamo bene, il riscaldamento globale infatti è inequivocabile ed è molto probabile che la colpa sia delle attività umane, attraverso le emissioni dei gas serra ma anche deforestazione, agricoltura intensiva e cambio di uso del suolo. I dati sono sempre più chiari, anche se restano da stabilire i dettagli, però qualcuno che nega l’evidenza, per ignoranza scientifica, superficialità, interesse personale, perché sarebbe troppo “scomodo” ammettere che il clima si scalda si trova, e si troverà sempre. Così non c’è da stupirsi che, come 4 anni fa quando ci fecimo deridere dalla una delle più autorevoli riviste scientifiche,  al cambio di maggioranza governativa vengano proposti eventi come questo: http://www.21mosecolo.it/sitonew/news/090303.pdf

come ho scritto nel post precedente in democrazia ognuno ha diritto (per ora ) di dire la propria opinione, ci mancherebbe, ma un’opinione è cosa diversa da un fatto e il cambiamento climatico è un fatto che non è né di destra, né di sinistra. Convegni come questo, sono pronto a scommetterci, fra qualche decennio saranno visti allo stesso modo di come noi oggi vediamo questo vecchio spot:


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Viva l’evoluzione. Naturale e climatica.

di Lombo1964 (22/02/2009 - 18:59)


Su Internazionale n.782 vi è un editoriale tratto dal Guardian a proposito dei 200 anni della nascita di Charles Darwin e sulla attualità delle sue teorie, ormai pienamente accettate e dimostrate dalla scienza, ma ciò nonostante ancora oggi messe in discussione dai “creazionisti” di ieri e purtroppo anche di oggi. Mi sono allora immedesimato, prendendo spunto da quell’articolo, in un possibile editoriale che potrebbe comparire fra 100 anni in occasione del primo centenario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto: con poche modifiche, cambiando la parte di evoluzionismo col cambiamento climatico o il global warming e poche altre frasi, il risultato è questo:

 
16 febbraio 2105:


Il Daily Telegraph l’ha definita “la più grande teoria del nostro tempo, forse di tutti i tempi”. Il Times ha salutato il trionfo delle idee dei climatologi di fine XX secolo commentando: “le ultime sorprendenti scoperte dei geofisici hanno trasformato quella che vent’anni fa era una brillante ipotesi in una verità indissoluta e consolidata”. La St James Gazette ha previsto che un giorno in Inghilterra verrà insegnato che l’IPCC è stata “la più lungimirante organizzazione del XX secolo”

Questi commenti sono stati pubblicati il 13 dicembre 2027, due giorni dopo il 30° anniversario della sottoscrizione del Protocollo di Kyoto, quando ormai era evidente la verità degli scenari formulati nei famigerati rapporti pubblicati fin dal 1991. I giornalisti erano tutte persone che conoscevano l’economia e si rivolgevano a lettori cresciuti in una società consumistica, terminata da pochi lustri per l’ormai galoppante discesa della produzione petrolifera. Molti ricorderanno le polemiche provocate nel 2007 dalla pubblicazione del 4° rapporto di valutazione, in cui si sosteneva che la maggior parte del riscaldamento globale era molto probabilmente dovuto alle attività umane. Quel riscaldamento, spiegava il rapporto, era frutto del meccanismo dell’aumento dei gas serra, basato su impercettibili variazioni nella trasmissione della radiazione solare. Ma i lettori dell’IPCC sapevano solo una parte della storia. I commentatori dell’epoca conoscevano solo una parte delle scoperte che oggi confermano la teoria del riscaldamento globale antropico. Se avessero espresso qualche dubbio, sarebbe stato comprensibile.

Oggi questi dubbi non dovrebbero più esserci, il mondo si è surriscaldato, il mare innalzato, le Maldive sono sparite dalle mappe geografiche, i ghiacciai alpini un ricordo del passato e invece secondo  un recente sondaggio solo la metà dei terrestri pensa che la teoria del cambiamento climatico antropico sia vera o presumibilmente vera. In democrazia ogni cittadino deve rispettare le convinzioni degli altri e ognuno deve essere libero di esprimere le proprie idee. Ma un giornale deve scrivere la verità. E la verità è che negli ultimi 150 anni la teoria del riscaldamento globale antropico è stata confermata  da climatologia, meteorologia, biologia, geologia, medicina e scienza dello spazio. I dettagli continueranno a far discutere, ma il quadro generale è chiaro. Tutto il riscaldamento del XXI secolo, compresa la sparizione di molte specie viventi e la fine della società dei consumi, hanno un’origine comune.

Sono due gli aspetti che distinguono il pubblico dell’era del consumismo da quello moderno (ndr del XXII secolo). I consumisti istruiti conoscevano bene la loro verità e l’interpretazione del capitalismo. Capivano che il consumo era la paranoia dell’ideologia della crescita, il mondo doveva essere la manifestazione del suo operato, che andava spiegata dalla scienza. E poi erano disposti a seguire il dibattito scientifico. Se la teoria del global warming antropico è vera, scriveva il Times, “le sue conseguenze vanno affrontate con calma, perché più ci allontaniamo dalla menzogna, più ci avviciniamo alla felicità”. La scienza è andata avanti, ma ha lasciato indietro un gran numero di persone. Purtroppo, a duecento anni da una delle più grandi teorie di tutti i tempi, non ci siamo allontanati molto dalla menzogna.

L’aspetto imbarazzante di questo anniversario della scoperta del global warming è che i suoi contemporanei l’avevano capito meglio di noi, ma non volevano ammetterlo.

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Buon Compleanno, (Casa) Kyoto!

di Lombo1964 (16/02/2009 - 06:30)




Oggi è il 4° anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto: un compleanno per cui in Italia ci sarebbe ben poco da festeggiare, visto che nonostante l’impegno di riduzione delle emissioni del 6.5% siamo riusciti ad aumentarle, fino ad un paio di anni fa, di ben il 13% e l’UE ci mette nella lista dei paesi che non riusciranno a raggiungere gli obiettivi:

I risultati in termini di emissioni rimangono eterogenei nell'UE a 15. Alcuni Stati membri non sono ancora in linea con i loro obiettivi di Kyoto. Tuttavia, se si tiene conto dei risultati eccezionali attesi da altri Stati membri, nel suo insieme l'UE a 15 dovrebbe rispettare il proprio impegno di Kyoto.

Professoressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente

L'obiettivo generale di Kyoto per l'UE a 15, ossia ridurre le emissioni dell'8%, corrisponde a obiettivi differenziati per ciascuno Stato membro. Nel 2006 quattro Stati membri dell'UE a 15 (Francia, Grecia, Svezia e Regno Unito) avevano già raggiunto un livello inferiore al loro obiettivo di Kyoto. Altri otto Stati membri dell’UE a 15 (Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo) prevedono di conseguire i loro obiettivi, ma le previsioni di tre Stati membri (Danimarca, Italia e Spagna) indicano che non realizzeranno i loro obiettivi di riduzione.

C’è però qualcosa da festeggiare lo stesso: oggi si inaugura e presenta alla stampa, a Gavirate (VA), “Casa Kyoto”, un esempio virtuoso di buona pratica ambientale che seguo da tempo in Convegni e Fiere. Un bell’esempio che va nella direzione non solo del rispetto del Protocollo di Kyoto ma anche del nuovo “Pacchetto 20 20 20 2020”. Nell’edificio-prototipo di Gavirate  sono state applicate le 10 le mosse CASAKYOTO necessarie per la riqualificazione energetica dell’edilizia esistente, la casa è così passata da classe energetica G a classe A azzerando così consumi, grazie alle rinnovabili che coprono i bassi fabbisogni, e le emissioni.


Ecco 10 mosse CASAKYOTO:
1-    Diagnosi energetica dell’edificio, ovvero capire quanti sono i consumi e le emissioni per intervenire con una o più mosse sull’edificio analizzato con strumentazione di misura in opera.
2-    Isolamento delle pareti (dall’esterno, dall’interno o in intercapedine) e isolamento della copertura per ottenere sia un comfort invernale sia estivo.
3-    Isolamento del pavimento e degli impianti di scarico.
4-    Isolamento delle finestre con telai ad elevate prestazioni di isolamento termico, acustico e di tenuta all’aria.
5-    Isolamento dei vetri, autopulenti e antisfondamento.
6-    Ventilazione meccanica controllata, a doppio flusso per il controllo costante della salubrità degli ambienti e per il recupero di calore.
7-    Solare termico, per la produzione di acqua calda sanitaria.
8-    Pompa di calore e geotermia.
9-    Fotovoltaico, per ottenere un bilancio complessivo annuale pari a zero dato che tutti i consumi sono riconducibili a energia elettrica.
10-    Domotica, per l’ottimizzazione della gestione degli impianti presenti all’interno dell’edificio.

Allora Buon Compleanno, Casa Kyoto!

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Come mi illumino di meno

di Lombo1964 (13/02/2009 - 11:49)


Oggi è la giornata del risparmio energetico e dalle 18 si svolge la consueta iniziativa “M'Illumino di Meno” promossa da Caterpillar, la trasmissione di Radio 2 Rai condotta dai simpatici Massimo Cirri e Filippo Solibello. Ho già parlato di come ci illuminiamo fin troppo e di inquinamento luminoso su Appennino Bianco, riportato nel post precedente a questo, ma val la pena di riportalo anche in questo Blog e di aggiungerci qualche cosa.
Un po' di settimane, o forse mesi, fa Weissbach mi ha prestato questo oggetto: è da un po' che gli avevo promesso di pubblicare i dati di una piccola “campagna di misure domestiche”, oggi finalmente ci sono, ecco svelato come mi illumino di meno, non solo oggi ma tutti i giorni:





Nuova lavatrice a doppio attacco acqua fredda/calda (purtroppo riscaldata a gas, ma sempre meglio della “strage termodinamica” del riscaldarla tramite resistenze elettriche; questa lavatrice inoltre, normalmente in commercio, non ha nemmeno resistenza, e lava benissimo anche con i detersivi eco-equo bio che usiamo. Quanto consuma? per un lavaggio soli 0.07 kWh, pari, tenuto conto della media Italiana di 0.53 kgCO2/kWh, a 0.037 kgCO2 a lavaggio. Una lavatrice normale consuma anche oltre 1 kWh a lavaggio emettendo indirettamente oltre mezzo kg di CO2






Lavastoviglie classe A: lo so, qualcuno dice sarebbe meglio lavare a mano, la cosa è dibattuta ma io sono per usare le comodità senza eccedere e senza sprecare; ecco le performance:

  • Lavaggio “strong” consumo 1.70 kWh pari a 0.9 kgCO2 a lavaggio, una vera strage, meglio non usarlo
  • Lavaggio normale: consumo  1.47 kWh pari a 0.78 kgCO2 a lavaggio
  • Lavaggio “eco”: nonostante la maggiore durata il consumo si riduce a 0.89 kWh pari a 0.47 kgCO2, una bella riduzione non c'è che dire.
  • Lavaggio breve 30 minuti: ottima performance,  0.7 kWh pari a 0.53 kgCO2 a lavaggio, però va bene con non troppe stoviglie non troppo sporche.
Televisione 28” a tradizionale tubo catodico (non ho TV nuova generazione e finche va me la tengo, l'ho anche riparata nonostante il riparatore mi disse che forse non conveniva): 3 ore accesa e non sempre guardata, come avviene in molte famiglie, fanno 0.22 kWh pari a 0.12 kgCO2, sembra poco ma se moltiplico per 365 giorni, fanno 80 kWh pari a 40 kgCO2.

La strage degli stand by: ho controllato l'HiTech del Salotto, composto da TV lasciato in standBy, VCR, Satellite,lettore DVD e stereo, spenti ma con l'orologio attivo, apparecchi che tra l'altro non è facile staccare perchè perdono la memoria. Vera strage dicevo: se lasciati 24 ore così fanno la bellezza di 0.32 kWh pari a 0.17 kgCO2, in un anno quindi sarebbero 116 kWh pari a 62 kgCO2, più di quanto si consuma con la lavastoviglie o la lavatrice, probabilmente.

In compenso non mi farei troppi problemi con il phon: una asciugatura di capelli ha faticato a far scattare la risoluzione minima di 0.01 kWh, è vero che il phon consuma molto, ma per tempo molto breve. Ciò nonostante, quando la stagione (e la salute) lo consente i capelli li lascio ad asciugare all'aria, che asciuga gratis, anche i panni (niente e al bando l'asciugatrice).

Weissbach si è misurato il consumo della macchina del pane, io della yoghurtiera: 7 ore di yogurt con yoghurtiera fanno 0.06 kWh, non molto forse ma nemmeno da trascurare: quasi quanto la lavatrice nuova generazione.

Pochi problemi il cordless e il ricaricatore del cellulare: in una notte il contatore non si è mosso, ma non sempre è così

Grazie a questi controlli spero di fare ancor meglio, dopo che le “buone pratiche” han fatto si che i gestori di gas e luce mi verificassero i contatori o chiamassero per chiedere chiarimenti.

Ma  oggi è la giornata di M'Illumino di meno, ecco quindi come mi sintonizzo per ascolare caterpillar: radio solare e a manovella!

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