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Vi stiamo guardando

di Lombo1964 (30/11/2008 - 00:12)


Piano Clima EU in disaccordo, L'Italia guida la rivolta dei paesi dell'ex cortina di ferro: così titolova poche settimane fa l'autorevole Times. Insomma l'Italia coi paesi più arretrati tecnologicamente e culturalmente: perciò diciamo ai "potenti" che li stiamo guardando: come ripreso dal Blog Ecoalfabera di in questo post Fate un upload di una vostra foto presso Greenpeace e l'organizzazione ambientalista le proietterà tutte a Poznan per fare sentire ai governi lo sguardo dei popoli del mondo.
Anche io li sto guardando, guardali anche tu !

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Transiberiana

di Lombo1964 (28/11/2008 - 22:46)

Qualche giorno fa scrivevo della Giornata Mondiale della Toilette: ebbene ieri in treno nuovamente bagno fuori uso, vi risparmio le foto.
Oggi invece sotto la fitta e ben prevista nevicata mi sono gustato questo panorama degno di una transiberiana: capita poche volte, può sembrare strano una nevicata in tempi di global warming ma non lo è affatto: tempo e clima sono due cose diverse, il tempo è ciò che accade tutti i giorni e il clima ciò che mi aspetto in base dal passato.
E dato che in futuro di queste scene ne avremo sempre meno, anzi già ora rispetto al passato ne abbiamo, invece di inveire per il traffico, il caos le strade sporche godiamoci questi panorami (unica inquietudine il lungo merci fermo, carico di merci pericolose, in base al codice cloroacetone stabilizzato) che magari un giorno rimpiangeremo.

W La neve!










Tag: neve,meteo,inquinamento

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Alluvioni in Costa Rica

di Lombo1964 (27/11/2008 - 12:18)

Nel nostro momento di gioia per la neve che aspetto domani in Appennino non posso fare a meno di rivolgere uno sguardo e un pensiero alle popolazioni della costa Caraibica del Costa Rica, dove sono stato la scorsa estate, trovandomi veramente bene.
Fa impressione quando si è stati in un posto e se ne conosce la bellezza a vedere che, nel silenzio informativo, magari al più qualche trafiletto qua e la e senza l'attenzione che i media danno agli uragani che colpiscono i ricchi USA, una perturbazione tropicale, nemmeno un uragano, riesce a combinare danni di questo genere: su questo ponte sono passato per andare in albergo:

che adesso si supera così

la situazione è pesante anche per le esportazioni di banane, che se da un lato sono un problema che già ho trattato nel mio blog personale, http://blog.lombroso.it/post/1206994380/Banana+Repubblic#commentil sono una parte importante di quell'economia

http://www.nacion.com/ln_ee/2008/noviembre/27/pais1790558.html
http://www.puertoviejosatellite.com/news/

leggo anche che sono aperte sottoscrizioni
http://www.greencoast.com/news/88/62/Food-and-Supply-Drive-for-Flooded-Areas--Recaudacion-de-Comida-y-Donaciones

Natale si avvicina, qualcuno follemente ci dice di "aumentare in consumi", l'altra sera un direttore di un noto quotidiano nazionale di proprietà di un noto Tycon televisivo ha detto che in fondo gli Statali e i pensionati hanno sempre i loro redditi quindi non hanno ragione per non spendere e consumare... tralascio ogni commento, ma ricordo a costoro e a chi legge che l'80% del mondo sta comunque sia peggio di noi.
E spesso è proprio questo 80% del mondo a subire i danni maggiori dei cambiamenti climatici.

(fonte delle foto: Puerto Viejo Satellite )

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E l’ultimo, spenga la luce!

di Lombo1964 (24/11/2008 - 18:43)


Al gran premio di Singapore di F1, in notturna, furono usati 1480 fari da 2 kW l’uno: la bellezza di 3 MW, vale a dire, nell’arco di un GP, prove, e contorni almeno una decina, forse più, di MWh, il consumo di qualche famiglia pari ad alcune tonnellate di CO2: forse non tanto in termini assoluti, ma sicuramente un segnale diseducativo, come diseducative di fronte a tante iniziative di “sviluppo sostenibile” sono le luci dello stadio di Modena accese di pomeriggio in occasione di una partita di calcio. E non era nemmeno un pomeriggio buio, e non è nemmeno la prima volta che succede.

Ma un GP, una partita, una gara di sci, si possono benissimo svolgere di giorno: chiaro, l’eccezione si può accettare, che so la finalissima o qualche evento, ma se notti bianche e fari a tutta birra diventano l’ordinarietà ecco che c’è qualcosa che non va, dato che la luce del giorno è oltre che ecologica gratuita!

 

Inquinamento luminoso è anche inquinamento energetico ma soprattutto ha fatto perdere all’uomo la capacità di osservare il cielo. Ammirando la volta celeste al planetario qualche giorno fa mi è venuto a mente quando, a Ventotene, splendida isola per fortuna priva o quasi di auto e con un'ampia zona ancora "ruspante", un turista di sera guardare il cielo e dirmi: ma è nuvoloso, le previsioni davano sereno! la mia risposta fu: "no, guardi, quella è la via lattea!"



Fino a non molto tempo fa qualche chance di osservare il cielo c’era nel nostro bell’Appennino, spiace ora notare come anche qui le cose velocemente peggiorino, perfino in vetta alla nostra più alta montagna, dove gli amici Anna e Sergio stanno conducendo una giusta “battaglia” contro fari e musica a tutto volume. L'Appennino è uno dei pochi posti da cui ancora si poteva ammirare il cielo stellato, sia per un astronomo o astrofilo che per un meteorologo che scruta le nubi, ma anche perchè no per una passeggiata romantica. E' un peccato vedere che le condizioni stanno rapidamente diventando quelle di una città: caos, traffico, luci eccessive, musica ad alto volume... se la gente va in montagna è anche e soprattutto per fuggire da tutto questo, se ci ritroviamo negli stessi problemi delle città, beh depauperiamo proprio la nostra risorsa principale: l'ambiente.

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Nel Cuore della Foresta

di Lombo1964 (22/11/2008 - 18:11)


Non è mai troppo tardi per scoprire, o meglio riscoprire, l’importanza della letteratura e del piacere del leggere, che a scuola, ammetto, a torto sottovalutavo a favore delle discipline tecnico-scientifiche. E così ora dopo essermi macinato libri scientifici e saggi vari (gli ultimi, eccellenti, 100 W per il prossimo miliardo di anni e “Energia per l’astronave terra” inviatomi dall’amico Nicola Armaroli e scritto con Vincenzo Balzani) mi sto gustando un piacevole romanzo, “nel cuore della foresta”, di Roger Deakin.


Mi sto un po’ immedesimando di come si vive “Nel cuore della foresta” dopo averlo provato, sia pure da ecoturista (forse non tanto sostenibile, visto il volo, ma comunque eco più di un villaggio vacanze all inclusive) in Costa Rica.

 Roger Deakin invece viaggia fra il Devon, la Foresta di Dean, i Pirenei, l’Australia e le foreste

di noci del Kirghizistan, prima di concludere il cerchio tornando nel cuore del suo mondo, il Suffolk. Notevole la sua capacità di osservare la natura, gli scricchiolii dei topolini in soffitta nella sua baita in legno, la crescita degli anelli e la sua affermazione di come il legno, bruciando, di fatto sprigiona l’energia che aveva immagazzinato, dal sole, durante la sua crescita. Evidentemente aveva ben presente, più dei nostri economisti, che “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.

Bello scoprire le storie del legno: per esempio che ci vuole un albero per fare 500000 matite: quante matite consumiamo in Italia, non lo so, ma bello anche leggere delle foreste da cui viene ricavata la radica delle Jaguard… non voglio qui raccontarvi altro, se non che Finito il libro, il parquet su cui si cammina serenamente da anni comincia a raccontare la sua storia. Un po’ ora il mio parquet, che fu posato  quando poco sapevo di foreste e appena si iniziava a parlare di cambiamenti climatici, mi sta raccontando di come doveva essere la foresta, che non conosco (e forse è meglio così) da cui proviene!

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