Banana Repubblic


Costa Rica è anche una “Repubblica delle Banane”, ma nel vero senso, quello buono, della parola. Le banane fresche e appena colte sono squisite, tutt’altro sapore delle acerbe o viceversa troppo mature banane che arrivano sulle nostre tavole dopo un lungo e inquinante viaggio in nave. Nel piatto tipico nazionale, il casado, http://en.wikipedia.org/wiki/Casado troneggia fra il riso e fagioli anche la fetta di platano fritto, una grossa e saporita banana. E’ un piacere sorseggiarsi un frullato di banana distesi su un’amaca fra le palme di una spiaggia caraibica o pacifica, a debita distanza dalle noci di cocco che, forse pochi lo sanno, sono fra le maggiori cause di infortunio quando malauguratamente cascano in testa di un ignaro bagnante. Ottime anche le piccole banane selvatiche, di cui pare alcuni esemplari maturano anche dalle nostre parti… ne parlerò a parte… e scusate il gioco di parole.
Ma a proposito di banane non si possono dimenticare i problemi e l’ennesimo non senso del nostro modello di consumo. I paesi occidentali o in genere quelli più ricchi per anni e ancora oggi sfruttano i paesi cosiddetti “in via di sviluppo” costringendoli a produrre per noi caffè, cacao, e appunto banane e spesso trovandosi per assurdo alla fame per sfamare noi… a ciò si aggiunge poi l’aspetto che mi riguarda professionalmente, le emissioni inquinanti e in particolare di gas serra.
Queste forme di sfruttamento sono forse meno evidenti che altrove in Costa Rica, tuttavia anche da semplici trasferimenti turistici il problema-banana traspare lampante: distese di terreni un tempo coperti da foreste trasformate in bananeti e, lo ricordiamo, la deforestazione è stata responsabile delle maggiori emissioni serra fino ai primi del XX secolo e ancora oggi rappresenta il 17% delle emissioni. Ampio uso di pesticidi, imputati fra l’altro della scomparsa di numerose forme di anfibi e forse anche del famigerato rospo dorato, sebbene oggi ridotti nell’uso grazie ad accorgimenti anche semplici come le reti-zanzariere sui caschi di banane. Ma queste reti sono comunque da smaltire e finiscono spesso nell’ambiente senza troppi riguardi e in particolare nel mare.
Vi è poi lo sfruttamento di manodopera, oggi come ieri, impressionanti alcune foto che ho visto in giro, nemmeno troppo datate, forse anni 1950, di lavoratori di colore che caricano banane nei treni diretti a Puerto Limon. E’ questa, Puerto Limon, la zona più degradata e problematica del paese, dove traspaiono le baracche che contrastano con le ricche ville blindate dei bananieri.

Tornando al clima, i container pronti alla spedizione delle multinazionali sono il primo segno di una filiera ben poco sostenibile che ci porta sulle tavole banane che trasudano gas serra e altri inquinanti: inutile farne qui un conteggio, anche se indicativamente si può facilmente immaginare che per ogni kg di banane (o altra frutta esotica) col trasporto in nave vi sia, dietro, l’emissione di almeno altrettanta CO2.
Lo strapotere e l’assurdo della globalizzazione ci portano tuttavia a controsensi incredibili: nella “repubblica degli ananas”, in un market ho trovato ANANAS sciroppato di una nota multinazionale prodotto e inscatolato in Indonesia…in un ristorante mi hanno servito CAFFE’ ILLY e, dulcis in fundo, caffè eco-equo-bio acquistato nella coltivazione stessa come souvenir per amici ho poi scoperto esser stato torrefatto negli USA, nel Montana!
Ciò non toglie che per quei paesi la banana, l’ananas, e affini sono una importante fetta di economia, basterebbe solo far le cose come si deve: il commercio equo e solidale e il biologico sono ottime e valide alternative per gustarsi una volta ogni tanto una banana o un ananas, almeno finchè il petrolio a (ex) buon mercato ci consente trasporti a lunga distanza.
Cio nonostante,
Costa Rica, Pura Vida!

Costa Rica, Pura vida nel clima che cambia

Eccomi, il blog è rimasto “chiuso per ferie” per una ventina di giorni mentre univo utile e dilettevole in un viaggio in Costa Rica. Avevo già sentito parlare molto di quel paese, sia da amici che si sono trasferiti là sia perché tramite www.forestepersempre.org avevo già “adottato” una piccola porzione di foresta a compensazione delle mie emissioni serra. Non mancherà, a breve, una nuova “adozione di foresta” a copertura delle circa 3+3 t di CO2 emesse tramite il volo Bologna-Madrid-San Josè e ritorno.
Costa Rica ha mantenuto le promesse: terra di foreste secche, umide e pluviali, caffè, banane, ananas, spiagge caraibiche e pacifiche, animali e piante di ogni tipo e razza, una biodiversità unica al mondo, con il 0.03% del territorio terrestre infatti si ritrova il 4% delle specie viventi! Una terra che sicuramente ha molte possibilità sia di vivere con basse emissioni di CO2 sia di superare il picco del petrolio, ricca come è di acqua, risorse (alimentari), idroelettrico, sole, vento, e con un clima quasi ideale.
Tanti gli spunti per il blog e le conferenze, ma comincerei proprio da dove sono partito e dove sono transitato, l’aeroporto di Madrid Barajas e lo stesso aeroporto di San Josè. Barajas è alla ribalta in questi giorni purtroppo per tristi motivi, ma è e resta un aeroporto moderno, organizzato e all’avanguardia. La prima cosa che salta all’occhio appena atterrati, dopo aver visto lo smog che grava anche su Madrid e stanchi del volo, con urgenze fisiologiche e assetati sono le fontanine di acqua refrigerata, gratuita, e l’acqua minerale comunque a un prezzo accettabile e non da furto legalizzato come in Italia.
Soprattutto però non si è obbligati a spendere e produrre rifiuti per bere bensì appunto si può attingere gratuitamente dall’acqua pura e fresca delle numerose e ben visibili fontanine. E se proprio si ha da buttare qualcosa, ecco numerosi i bidoni rigorosamente differenziati e ben indicati, non stracolmi ma ben tenuti e ovviamente indicazioni chiare ed infine, rimanendomi tempo fra un volo e l’altro e volendo visitare un po’ di Madrid, 12 linee di metro efficienti, pulite ed economiche dove con 2 Euro si va dall’aeroporto alla Plaza Mayor e alla Gran Via di Madrid.
Ma se fontanine e differenziata ce le possiamo aspettare a Madrid, non altrettanto all’Aeroporto Juan Santa Maria dove invece anche qui sono ben presenti le fontane di acqua, accuratamente purificata, fresca e…gratis!
Della differenziata in piena foresta e sperdute spiagge parlerò poi, ah già, serve agli iguana, non ai CIP6 degli inceneritori nostrani!
Costa rica, Pura vida nel clima che cambia!




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