Clima e petrolio: siamo agli sgoccioli?

E' in linea per gentile concessione di ANIT Associazione Nazionale Isolamento Termoacustico il mio nuovo articolo pubblicato sulla rivista tecnica Eubios, nell'ambito del progetto Casa Kyoto, un "catalogo di soluzioni" per recuperare in risparmio energetico l'edilizia esistente. Casa Kyoto è anche un bell'esempio di come le "buone pratiche" non sono un ostacolo ma una nuova opportunità per il lavoro e le imprese.
In attesa del prossimo articolo, buona lettura e grazie per ogni commento e suggerimento!
I cambiamenti climatici e l'effetto serra antropico: ripasso dal 1824 al 1995

I cambiamenti climatici sono già una realtà, sono già in atto e forte imputato è l'uomo con l'uso e abuso di combustibili fossili. Nonostante ciò, ancora c'è chi si ostina a dire che va tutto bene o al più che è colpa del sole, delle particelle cosmiche, della rotazione dell'asse terrestre o che diavolo altro non so.
Oggi mi sono arrivati i 3 volumi dell'IPCC in copia cartacea: veri "mattoni", ricchi di ulteriore spunto e materiale bibliografico di approfondimento. E, soprattutto, me li potrò leggere, a differenza dei file PDF, pure disponibili liberamente (e comunque utili) senza accendere il computer o in caso di black out. Una romantica lettura serale, magari a lume di candela, dei volumi IPCC in una sera di crisi energetica.
Ma per chi si ostina a dire che "dobbiamo parlarne e capire meglio" ecco qui un valido materiale: una completa bibliografia, ovviamente una selezione, dei principali articoli sul cambiamento climatico e sull'effetto dell'uomo a partire dalla scoperta dell'Effetto Serra con Fourier passando per Arrhenius (che, lo sapevate? si mise a fare i primi rudimentali conti sul riscaldamento globale, guarda caso teorizzato in circa 2-5°C, a seguito di una lite con la moglie!) fino ai giorni nostri.
Climate Change and Anthropogenic Greenhouse Warming:
A Selection of Key Articles, 1824-1995, with Interpretive Essays
Pane e Salame

Qualche giorno fa, in treno, mi gustavo 5 tigelle al prosciutto, e bevevo acqua San Rubinetto dalla mia borraccia mentre davanti una giovane si mangiava un hamburger grondande di salse dal sacchetto di asporto di un noto fast food. L'odore era nausabondo, e impressionante la mole di rifiuti generata, un appetibile "combustibile per inceneritori e CIP6 mi è venuto da pensare, un sacchettone con bicchierone di bibita gasata, patatine, e altre diavolerie e impressionante l'acqua virtuale dell'hamburger, circa 1500 litri.
Ma ecco una valida risposta alla cultura dell'hamburger e del fast food: la campagna di Valentina, la testimonial di questa simpatica campagna della neonata associazione Pane dimmi di più. In 8 episodi pubblicati in sacchetti del pane che fungono da veicolo di comunicazione Valentina ci racconta come anche quel che mangiamo può aiutare a salvare l'ambiente.
Devo dire, in verità, che mi è capitato nella vita di mangiare al fast food: il primo della più nota catena lo vidi in gita scolastica a Vienna: l'attrazione era irresistibile, vera attrazione fatale. Poi mi è capitato in un lungo viaggio, in un deserto USA. unico posto di ristoro disponibile e piuttosto che morire di fame... si sono solo stupiti perchè non ho voluto nessuna salsa! Impressionante la cameriera che stipava un bidone di rifiuti pigiandoli come un tempo i nostri nonni pigiavano l'uva!
Se proprio devo morire di fame quindi cedo anche io e mi servo di un "non luogo" come un fast food.
Tuttavia potendo scegliere non ho dubbi:
Appello climatico 2 - Accademie delle Scienze al G8


Il 10 giugno 2008 le Accademie delle Scienze dei paesi del G8 oltre a quelle di Cina, India, Brasile, Messino e Sud Africa fanno un appello urgente ai Leader Mondiali per prendere azioni su 2 pressanti sfide globali. Per mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici, le nazioni devono iniziare urgentemente la transizione verso una società a basso tenore di carbonio e ciò richiede il risparmio energetico in tutti i settori, dalle case ai trasporti alle industrie, e lo sviluppo di un ampio range di energie pulite. Inoltre la sfida globale della salute, come le malattie infettive e l'aumento di incidenza di malattie legate allo stile di vita come il diabete, richiedono una forte collaborazione fra le nazioni, cosi come un rafforzamento dei loro sistemi sanitari...
in particolare:
• un aumento di temperatura media di soli 2°C rispetto al 1990 accentuerebbe gli impatti già esistenti e ne innescherebbe altri, incluso una diminuzione di disponibilità idrica e la sicurezza alimentare
• un aumento di 2-4°C causerebbe una diffusa perdita di biodiversità e il decremento della produttività agricola oltre ad una accentuazione dell'aumento di livello del mare a causa della fusione delle piattaforme glaciali
• un incremento oltre i 4°C causerebbe un ulteriore incremento di vulnerabilità superando la soglia di capacità di adattamento di molti sistemi fisici ed umani
L'Appello completo è disponibile on line
Radio 2 l'Altro Lato. Del Meteo

La radio è probabilmente molto più "umana" della televisione. Un mezzo semplice e affascinante, meno invasivo della televisione e che tra l'altro è probabilmente il miglior mezzo di informazione meteorologica (e non solo) per la possibilità di fornire notizie aggiornate e di raggiungere il maggior numero di utenti in breve tempo e senza necessità di mezzi tecnologici ed energivori.
Meglio anche di internet, se pensiamo che una semplice radiolina può stare in tasca e funzionare a pile, a pannellino solare o perfino a manovella.
Le vecchie e affascinanti onde medie tra l'altro consentono con un po' di esperienza e qualche trucchetto di sapere se si avvicina un temporale grazie alle scariche che si sentono via via avvicinare.
Di questo e altro ho avuto il piacere di parlare sabato scorso, ospite di Federico Taddia a l'Altro Lato: chi non mi ha ascoltato a manovella quindi può trovare qui
il podcast della trasmissione oppure,
direttamente in ascolto con Real Player o simili, qui




Ultimi commenti