"Pensionati" 3 Uragani

Brindisi di pensionato (sopra, il menù dei cocktail-uragani di un bar in Florida) a 3 nomi di uragani "baby-pensionati": l'Organizzazione Meteorologica Mondiale ci fa sapere che tre nomi di uragani sono stati "ritirati", "retired", ovvero "pensionati": si tratta di Dean, Felix, e Noel, tre uragani distruttivi della scorsa stagione, povera si di uragani (almeno nell'Atlantico) ma in cui non sono mancati uragani distruttivi nei Caraibi, alle Bahamas, Nicaragua e Honduras.
I tre nomi sono stati rimpiazziati da Dorian, Fernand and Nestor.
I nomi degli uragani destano sempre curiosità: i nomi, alternativamente maschili e femminili, sono stabiliti preventivamente da apposite commissioni di meteorologi e si ripetono ciclicamente ogni 7 anni, ma a fine stagione i nomi degli uragani più violenti vengono appunti ritirati e mandati in pensione.
E da noi? niente pensioni, di questi tempi, tanto meno baby pensioni.
Però, ecco un interessante post di Antonello Pasini sui nostri cicloni e l'interessante sito e libro di Franco Migliatta del CNR

I Vulcani e Etna 2003 Fiel Experiment

I vulcani sono qualche cosa di assai affascinante, oltre che intrinsecamente legati ai cambiamenti climatici. L'eruzione del Pinatubo per esempio, nel 1991, ebbe la "forza" di rallentare sia pure brevemente la tendenza, inesorabile e ora inequivocabile, al riscaldamento globale.
Ciò nonostante la loro azione è temporanea o quanto meno fa parte di eventi imponderali e, se è pur vero che una eruzione veramente catastrofica potrebbe cambiare le carte in tavola del global warming antropico, penso nessuno auspichi, che so, l'eruzione improvvisa di un "super vulcano".
D'altronde, Paul Crutzen ci fa ben presente nel suo eccellente "benvenuti nell'antropocene" come l'uomo emette ogni ano 180 milioni di tonnellate di sola anidride solforosa, pari al doppio di quanto emettono tutti i vulcani, gli oceani, gli incendi e la decomposizione di materia organica.
I vulcani sono però anche uno straordinario spettacolo della natura e un interessante "laboratorio scientifico vivente": ecco qui un articolo a cui ho avuto l'onore di collaborare all'entusiasmante lavoro "sul campo" di misure, sull'Etna:
Quaderni di Geofisica, INGV, www.ingv.it,
Etna 2003 Field Campaign: Calibration and Validation of Spaceborne and Airborne Instruments for Volcanic Applications - ASI Projects: I/R/157/02, I/R/203/02
Fabrizia Buongiorno et alii
Buona lettura!
Più orsi per tutti

Ecoalfabeta scrive in questo post che, finalmente, il Governo USA ha inserito l'orso polare fra le specie a rischio.
L'orso polare, si sa, è un po' il simbolo del clima in cambiamento e dei pericoli che ciò comporta per le specie viventi: se è a rischio l'orso, al vertice della catena alimentare, semplificando un po' le cose possiamo ritenere che anche noi stessi rischiamo di diventare a rischio essendo anche l'uomo un animale al vertice della catena alimentare.
Alcuni giorni fa, al Museo della Bilancia a Campogalliano abbiamo giocato con gli orsi nei "giorni dell'Orso: colgo quindi l'occasione per postare un po' di foto.
E il motto del poster che mi è piaciuto di più:





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