Psicosi da cambiamenti climatici?
Prima di addentrarci nelle previsioni, non posso esimermi dal commentare la forte, in parte giustificata ma che rischia di diventare eccessiva, preoccupazione sul rischio-gelo a fine mese a seguito del troppo caldo precedente e del possibile arrivo del freddo a fine mese. Le preoccupazione nostrane, le voci incontrollate che a volte perfino travalicano le previsioni stesse, hanno fatto addirittura il giro del mondo e ricevono eco anche su siti meteorologi internazionali.
Una conseguenza anche questa del cambiamento climatico? Si, giusto, una giusta preoccupazione, ma faccio appello a tutti a “mantenere la calma”: operatori di tutti i settori e anche, ancora una volta, i colleghi professionali e amatoriali che si rincorrono per lo scoop di chi prima annuncia freddo, gelo, metri di neve. Così non va bene anche perché ribadisco quanto può dare la previsione a 5-8 giorni: molto, se usata bene, pessima, se usata a scopo di scoop.
Altra cosa: ancora un esempio della vulnerabilità del nostro “sistema economia”: se il comparto agricolo esprime le giuste preoccupazioni, personalmente e molti di voi che mi seguite trepidiamo per la neve e il freddo, e ancor di più, giustamente, gli operatori turistici dell’Appennino e delle Alpi. E allora? Chi deve accontentare Giove Pluvio? Vogliamo forse che nevichi ma solo di notte, solo in montagna, le strade siano pulite, i bacini pieni per l’estate, piova ma guai anche solo a vedersi un fiocco di neve a bassa quota, ma non nel fine settimana, quando c’è una festa, una corsa, una fiera? Questo si chiama “voglio la botte piena e la moglie ubriaca”.
comunque, a mio avviso la perturbazione fredda si risolverà in una veloce sfuriata con vento e rovesci seguita da giornate serene ma piuttosto fredde per marzo: il rischio gelate c’è, ricordiamoci comunque che siamo ancora in marzo. Il problema è quanto è successo negli ultimi 3 mesi. Anzi, no, mi correggo: negli ultimi 3 cento anni, con circa metà del combustibili fossili finiti in fumo in atmosfera
(tratto dalla meteorubrica su www.appenninobianco.it )
Cambiamenti climatici e... prosecco
Grande serata venerdì 9 marzo a Pieve di Solido. Devo complimentarmi con i ragazzi del circolo di Legambiente, con l'Associazione Culturale Careni, con il Cinema (vedi http://www.nucleari83.org/elleelle/conferenza070309.htm )che ci ha ospitato e con quanti hano contribuito all'ottima riuscita della serata. Grazie anche a Nicola per la simpatica locandina, a Elena per l'organizzazione, a Filippo per il Prosecco Tour sulle splendide colline. Grazie a Francesca della Lega Navale a tutti quanti, e scusate se non ricordo tutti i nomi.
Triste però vedere lo spreco e l'inutile inquinamento dei fuochi delle potature, lo sbancamento di colline per il bieco businnes del prosecco anche a prezzo della qualità, gli inutili cannoni antigrandine di cui già tanto abbiamo discusso in altre occasione dalle mie parti. vedi http://www.nimbus.it/opinioni/010829cannonimodena.htm
comunque, i posti sono fantastici e il prosecco pure, certo che... prosecco come aperitivo, a cena, dopo il film e sabato come nuovo aperitivo... ma ho tenuto botta.
Ed ecco un nuovo commento al film: la frase storica di Al Gore che più mi ha colpito?
IN AMERICA LA VOLONTA' POLITICA E' UNA FONTE RINNOVABILE!
In Italia, direi proprio di no: certe cose lasciano senza parole: in tempi di mutamenti climatici, di crisi energetica, si pensa solo a crescita, PIL, grandi opere, missioni militari. E, dulcis in fundo, a Modena spunta l'idea del secolo:
UNA MEGA PISCINA CON 6 SCIVOLI AL PARCO FERRARI, ormai unico sparuto polmone verde in città.
Uno scomodo film

Ah, Al gore mi ha "copiato" la parabola della Rana:
Se butto una rana in uno stagno con l'acqua bollente la rana salta fuori e si salva, ma se metto la rana nello stagno e scaldo l'acqua poco alla volta, la rana si lessa e muore!



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